In vista del prossimo consiglio della Bce, in programma giovedì a Napoli, aumentano le critiche in Germania sulle misure recentemente annunciate da Mario Draghi. Secondo il capo dell’istituto economico Ifo, Hans Werner Sinn, il governo tedesco dovrebbe intervenire contro il programma di acquisto di titoli cartolarizzati (Abs). E “se non lo farà toccherà ai cittadini ricorrere alla Corte Costituzionale”, sostiene in un intervento sul settimanale Wirtschaftswoche. Comprando i prestiti bancari “impacchettati” negli Abs, secondo l’economista, l’istituzione guidata da Mario Draghi viola il suo mandato e “socializza le perdite delle banche, e il rischio verrà passato ai contribuenti per centinaia di miliardi di euro”. La stessa critica era stata espressa due settimane fa dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann, che durante la riunione del board del 4 settembre ha votato contro il taglio dei tassi di interesse e il resto del pacchetto di stimolo all’economia. E anche il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaueble, ha detto chiaramente di “non essere felice del piano di acquisti” perché “potrebbe creare conflitti d’interesse tra le attività della Bce, che da novembre assumerà anche il ruolo di vigilanza centrale sulle banche europee”. 

La scorsa settimana un report di Standard&Poor’s ha lanciato l’allarme sul rischio che il progresso elettorale, in Germania, del partito euroscettico Afd possa costringere la cancelliera Angela Merkel a irrigidire ulteriormente le proprie posizioni sul fronte del rispetto dei parametri di finanza pubblica e sul piano di investimenti da 300 miliardi a cui la nuova Commissione a guida Juncker lavorerà con l’obiettivo di vararlo entro gennaio. Secondo S&P, in questo scenario la possibilità di un via libera all’acquisto di titoli di Stato (quantitative easing) si allontana e potrebbero emergere anche “contrarietà a misure di politica monetaria non convenzionali”. Come, appunto, l’acquisto di Abs e covered bonds.