Nella vita tutto è possibile. Pure che uno si senta dare dell’ignorante zoticone e dopo un minuto dell’intellettualoide radical chic, o del servo del mercato capitalistico e anarchico insurrezionalista con a cuore solo l’arte fine a se stessa. Questo per dire che se riuscite a lamentarvi anche dell’oggetto di questo post, giuro, la prossima volta parlo di Gigi D’Alessio, e morta lì. Sì, perché oggi voglio raccontarvi di una nuova frontiera della pubblicazione discografica, e lo faccio a una manciata di giorni da quando gli U2 hanno palesato il loro accordo con la Apple, con Songs of innocence a fare la propria orwelliana e geniale, ripeto geniale (25 album finiti poi in classifica, tra lavori di studio e raccolte di varia natura, non son mica un miracolo di San Pio da Pietralcina), comparsa negli apparecchi degli utenti di Cupertino.

Stavolta protagonista è un tizio che già in passato, nel 2007, con la sua band, aveva sondato la rete come canale di pubblicazione extramajor, andando sostanzialmente a mettere in vendita In rainbows a prezzo libero sul sito della band (in seguito l’album uscì anche in versione fisica, diciamo così, più tradizionale). Una operazione non certo nuova, quella di In Rainbows, ma sicuramente mai tentata da un nome tanto ingombrante. Sì, avete capito, mica è difficile, parlo di Thom Yorke, leader e cantante dei Radiohead, band inglese che ha caratterizzato il passaggio tra i due millenni come forse nessun altro.

Thom oggi torna sulle scene con il suo secondo album solista (il primo era The eraser, del 2006, lavoro lievemente ostico, ca va sans dire) e lo fa attraverso BitTorrent, canale altrimenti utilizzato da mezzo mondo per scaricare illegalmente file. La novità che Tomorrow’s modern boxes, questo il titolo del lavoro, è data dal fatto che stavolta BitTorrent avrà una porta di ingresso a pagamento, sei dollari nel caso specifico, attraverso la quale scaricare dei pacchetti di file, bundle, file che possono contenere qualsiasi cosa, un album di Thom Yorke stavolta. L’album servirà da test, se la gente capirà come funziona e accetterà questa forma di distribuzione, da oggi in poi, ci spiega lo steso Thom in compagnia del produttore Nigel Godrich, tutti potranno utilizzarlo. Come dire, bye bye case discografiche tradizionali, o quantomeno bye bye distributori tradizionali. Non più iTunes, o Amazon, ma direttamente BitTorrent, questo il tentativo messo in piedi.

In realtà in precedenza altri artisti di grido, da Madonna a Lady Gaga, passando per Amanda Palmer, tanto per citare nomi già transitati da queste parti, si sono serviti di questo servizio, il Bundle di BitTorrent, per divulgare materiale audio e video, ma è la prima volta che ciò serve a veicolare un album di inediti, per di più di un artista di fama mondiale, quindi atteso e sotto la lente di ingrandimento del pubblico e della critica. La notizia, infatti, ha subito fatto il giro del mondo, anche perché, a differenza di altri casi, come lo stesso percorso dagli U2, che hanno usato la tecnologia Cloud, o casi in cui gli album venivano caricati su un server, con relativi costi di hosting di un sito, stavolta il lavoro è non solo gestito da BitTorrent ma ospitato direttamente sotto forma di file dal network, come si trattasse, facendo un paragone con gli album fisici, di un negozio che espone un prodotto in vetrina e poi è in grado di vendertelo.

Ovviamente, in un’epoca bislacca come questa, l’album è in effetti presente anche in versione fisica, in vinile bianco e con una edizione deluxe curata nei minimi dettagli. Qualcuno, lo so già, si chiederà e mi chiederà di che album si tratti, ma, detto che si tratta di otto brani, di cui uno, A brain in the bottle, scaricabile in download gratuito sia in formato audio che video, ripeto quanto già detto in precedenza: qui non si fanno recensioni e sì, ci si occupa più spesso di fruizione di musica che di musica vera e propria, per quello non c’è che da sganciare sei dollari e aguzzare le orecchie, Thom Yorke val bene la spesa di soldi e tempo.

Thom Yorke – “A Brain In A Bottle” from Elevators Manufacturers on Vimeo.