Sì al registro delle unioni civili, ma senza includere le coppie omosessuali. Il sindaco di Mantova Nicola Sodano e la giunta comunale hanno iniziato a discutere il regolamento per il riconoscimento delle unioni civili, che fra pochi giorni dovrebbe arrivare in consiglio. Quando tutto sembrava apparecchiato per una larga approvazione, l’amministrazione ha deciso di rivedere i criteri per l’ammissione al registro. “Ci siamo impegnati a formulare una proposta che abbia la massima condivisione – ha spiegato il primo cittadino – Per questo abbiamo levato dal testo le parti più ideologiche. Sul riconoscimento delle relazioni omosessuali le sensibilità in giunta e nella maggioranza sono diverse, quindi abbiamo preferito evitare il riferimento. La settimana prossima il testo arriverà in giunta e poi lo licenzieremo: in aula ognuno sarà libero di presentare gli emendamenti che vorrà”.

Sodano lascia le porte aperte, ma sarà difficile riprendere il dialogo dopo che il blitz della giunta ha fatto carta straccia della bozza sottoscritta da 20 rappresentati di maggioranza e opposizione. Il documento, che aveva il sostegno di Sel e Pd, prevedeva il riconoscimento del legame tra coppie dello stesso sesso. In Italia più di 150 comuni hanno un registro, ma la maggior parte conta poche decine di iscritti. I numeri più significativi arrivano da Bari, 800 coppie, e da Milano. Nel capoluogo lombardo in due anni sono state celebrate quasi 900 unioni, il 26% delle quali omosessuali. Una percentuale minoritaria, ma rilevante.

“È una porcata, ci opporremo” è il commento di Davide Provenzano, presidente di Arcigay La Salamandra di Mantova. Da tempo l’associazione chiede risposte alla politica, un anno e mezzo fa portò 60 coppie gay di fronte al castello di San Giorgio per inscenare un simbolico matrimonio collettivo. “In un primo momento tutti si erano espressi a favore del regolamento, la maggioranza del consiglio era pronta a votarlo – spiega Provenzano – Siamo delusi: Sodano ha cambiato idea all’ultimo momento per ragioni elettorali, ma lo fa sulla nostra pelle”. L’attivista condivide l’analisi con numerosi esponenti del centrosinistra di Mantova: il primo cittadino ha iniziato la sua lunga campagna elettorale.

Nicola Sodano governa la città alla guida di una coalizione di centrodestra dall’aprile 2010. In quattro anni e mezzo è passato attraverso diverse crisi, la più grave coincisa con l’uscita dalla giunta della Lega Nord. Un mese fa la lista civica di Giampaolo Benedini, che esprime quattro consiglieri e due assessori, ha rotto per via dei fondi di Expo 2015 e ha annunciato la sfiducia. In questo momento 22 consiglieri su 40 sono all’opposizione. La mozione sarà in aula entro il 9 ottobre e le trattative per ricucire proseguono serrate perché Sodano vuole evitare a tutti i costi il commissariamento. Il registro delle unioni civili e il no opposto alle coppie omosessuali è un occhio strizzato alla Lega e alle altre formazioni del centrodestra, nel tentativo di riportare a casa qualche sostenitore di un tempo. Le tempistiche sanno di ricatto politico. “Intendiamo portare il registro in consiglio al più presto – spiega Nicola Sodano – Sempre che non decadrò prima, assieme all’aula, per via della mozione di sfiducia”.