“E’ sempre importante che la Cei si occupi di lavoro e lo abbiamo letto come un invito al governo a non generare uno scontro sociale sul tema dei diritti del lavoro“. Così la leader della Cgil, Sussanna Camusso, intervenuta a un convegno nella sede del Cnel a Roma, legge le frasi della Conferenza episcopale italiana (“Basta slogan, il premier Renzi ridisegni la politica fiscale“). Ma sulle dichiarazioni dei vescovi relative ai sindacati  (“Sull’articolo 18 i sindacati guardino oltre, altrimenti lo scontro farà morti”), Camusso glissa affermando di “dover prendere un aereo”. Anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti, commenta molto velocemente le dichiarazioni del segretario della Cei Nunzio Galantino ai sindacati. “Noi – dice Angeletti – non ci arrocchiamo, questa è una presunta colpa. I sindacati fanno errori, ma sempre un po’ meno degli altri” e preferisce parlare della “presunta riforma del lavoro“, così chiama il Jobs Act. “Renzi – prosegue il numero uno della Uil – può credere di poter fare a meno dei sindacati, ma non può fare a meno dei lavoratori che non hanno bisogno di Twitter, ma hanno bisogno di potersi esprimere su questa riforma e non possono aspettare il 2018″  di Manolo Lanaro