Primo appuntamento stagionale di Servizio Pubblico condotto da Michele Santoro, che stasera ospita in studio l’attrice e regista Sabina Guzzanti, Gianrico Carofiglio, scrittore, ex magistrato ed ex senatore Pd, Viviana Beccalossi di Fratelli d’Italia e il giornalista Alessandro Sallusti. Stipendi bassi, straordinari non pagati, pochi mezzi per controllare il territorio, caserme sguarnite, le forze dell’ordine che dovrebbero garantire la sicurezza agli italiani hanno sempre meno mezzi e paghe basse e chiedono al Governo di fare di più. E il governo Renzi sull’ordine pubblico, cosa sta facendo? Abbastanza? O poco?

Santoro: “De Magistris non sarà ospite stasera”
§Editoriale di apertura di Michele Santoro che inaugura la nuova stagione del suo format, col sottofondo sonoro della parodia di Renzi realizzata dal youtuber Christian Ice. E ironizza sull’inglese maccheronico del premier. Poi si sofferma sulla condanna inflitta a Luigi De Magistris nell’ambito dell’inchiesta Why not e sul forfait del sindaco di Napoli, atteso come ospite in studio. Il timoniere di Servizio Pubblico, infine, menziona i talk show televisivi, sempre adottando slang inglesi, l’Isis, i problemi internazionali ma anche quelli locali: in Calabria non c’è un depuratore che funzioni. Sperando che tra due mesi non arrivino “the war e terrorism” (GUARDA IL VIDEO)

Una donna a Napoli: “Lo Stato ci ammazza, la camorra ci protegge” 
Copertina di Luca Bertazzoni che esplora il rione Traiano di Napoli. Tra le vie del quartiere si imbatte in diversi giovani che vigilano a mò di vedette e lanciano segnali quando qualche estraneo entra nel rione. Seguono le immagini del funerale di Davide Bifolco, il diciassettenne ucciso da un carabiniere. Una donna, tra la folla, grida: “Lo Stato ci ammazza senza pietà, la camorra ci protegge”. Ma l’illegalità occupa ogni angolo delle strade: dai sottoscala trasformati in abitazioni con veranda agli scantinati che diventano roccaforti dello spaccio. Per entrare serve una microcamera nascosta e inizia il viaggio in stile “Gomorra”: un tavolo, un lavandino, coca in abbondanza e telecamere di sorveglianza per non farsi beccare (GUARDA IL VIDEO)

Vedova Raccagni: “Mio marito ucciso per il furto di una macchina”
Dina Lauricella intervista Federica Pagani Raccagni, vedova di Pietro, ucciso nella sua abitazione di Pontoglio, nel Bresciano, da due ladri. “È stata una tragedia annunciata. Stavano cercando di rubarci l’auto. Hanno sparato a mio marito e anche quando l’hanno visto cadere mortalmente, il loro obiettivo è rimasto lo stesso”. Il macellaio è rimasto per undici giorni in coma e poi è morto. “Non ci sentiamo più protetti in casa nostra”. A pochi metri di distanza da lì si trova una caserma dei carabinieri i cui lavori sono iniziati ma mai finiti. Costo dell’opera: 1,6 milioni di euro, e mancano ancora 600 milioni (GUARDA IL VIDEO)

Brescia Far West
“I carabinieri sono pochi e mal pagati. E per cosa? Per proteggere noi”, racconta un abitante di Chiari, provincia di Brescia, che lamenta l’insicurezza in cui vive la zona del bresciano. Rapine nei negozi e furti nelle case sono all’ordine del giorno. Settanta chilometri di territorio controllati solo da 7 gazzelle dei carabinieri. Tutti i supermercati sono stati presi d’assalto. I ladri non si preoccupano delle telecamere di sorveglianza e degli allarmi: sanno che le forze dell’ordine saranno in costante ritardo. Il servizio di Dina Lauricella (GUARDA IL VIDEO)

La vedova Raccagni: “La morte di un uomo semplice”
Parla la vedova di Pietro Raccagni, l’uomo ucciso per mano dei alcuni rapinatori durante una tentativo di rapina. E ad un passo dalle case svaligiate sarebbe dovusta sorgere una caserma. La signora Federica precisa: “Ringrazio i carabinieri di Chiari e di Brescia per il lavoro svolto ma sono troppo pochi. Chiediamo tutti più protezione, più controlli. I furti vanno puniti come un reato grave. Le leggi devono essere più punitive” (GUARDA IL VIDEO)

La vedova Raccagni: “I delinquenti devono pagare”
“I carabinieri fanno il loro dovere” – afferma la vedova Raccagni – “ma poi qualcuno lascia andare i ladri fuori dalla galera: bisogna andare a monte. Se una persona ti entra in casa, occorre la certezza della pena” (GUARDA IL VIDEO)

Napoli: tutti senza casco
“Non ho i soldi per pagare l’assicurazione. Anche se ce li avessi non la pagherei”. Rione Traiano di giorno. Qui si gira in motorino senza casco né assicurazione. La municipale fa il suo giro ma non ferma nessuno. L’assenza dello Stato è palpabile. “Lo Stato madda ‘fa solo ‘nu bocchin”, dice un ragazzo sprezzante davanti la telecamera. Il servizio di Luca Bertazzoni (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: da Renzi a Napolitano all’Isis
Le spumeggianti vignette di Vauro, che dà il benvenuto a Paola Bacchiddu, ex responsabile della comunicazione per L’altra Europa con Tsipras e ora nella redazione di Servizio Pubblico. Passa poi in rassegna le sue rivisitazioni di Renzi, Napolitano, Isis (GUARDA IL VIDEO)

Beccalossi: “Al nord non si va in 4 in motorino”
“Ci sono due Italie. nessun cittadino del Nord verrebbe in mente di guidare senza casco, patente o assicurazione… È una questione di mentalità”. Lo afferma Viviana Beccalossi, esponente di Fratelli D’Italia, che sottolinea: “Le leggi ci sono, ma a Napoli trasgredirle è la normalità evidentemente. In Italia ci sono cittadini hanno un concetto diverso di legalità. Bisogna iniziare a usare il pugno duro. In Lombardia abbiamo speso 52 milioni di euro per aprire nuove caserme dei carabinieri”. E aggiunge, riferendosi all’omicidio del diciassettenne Davide Bifolco: “A Napoli un carabiniere è stato insultato perché forse è partito un colpo verso un ragazzino di 17 anni che era nel cuore della notte accompagnato da persone di dubbia provenienza, guidando un motorino in tre e non fermandosi all’alt” (GUARDA IL VIDEO)

Essere poliziotti a Napoli
Troppa criminalità, poche risorse e sempre meno uomini. Le forze dell’ordine a Napoli sono ridotte allo stremo, mentre diminuisce la fiducia della gente nei loro confronti. “Siamo tutti vecchi. Se ne vanno in 10 e ne entrano 3”, racconta una poliziotta, lamentandosi delle sue difficoltà quotidiane. Le chiamate, spesso, sono per scontri a fuoco e la paura è tanta. “Cosa chiederei a Renzi? Di venire a passare una giornata con me”. E sul carabiniere che avrebbe sparato inavvertitamente a Davide Bifolco: “Il mio collega non è un assassino”. Il servizio di Sandro Ruotolo (GUARDA IL VIDEO)

Carofiglio: “Criminalità? Figlia del mancato rispetto delle regole elementari del vivere civile”
“La criminalità è figlia del mancato rispetto delle regole elementari del vivere civile”. Lo afferma lo scrittore Carofiglio, che sottolinea anche: “A Bari si indossa il casco” (GUARDA IL VIDEO)

Il carabiniere  Cardilli: “Siamo pochi”
In studio è ospite Andrea Cardilli, membro del Cocer dei carabinieri, che racconta le difficoltà delle forze dell’ordine. E lamenta gli stop alle assunzioni: “Dal 2010 ad oggi meno 5000 persone a fronte di 1100 assunti” (GUARDA IL VIDEO)

Carofiglio: “L’esempio di Bari sullo stop agli scippi”
I processi per direttissima, le pene sospese agli scippatori, la lentezza della giustizia nelle parole dello scrittore Carofiglio, che spiega: “Bari anni fa era insieme a Napoli la capitale degli scippi. Non si contrastava questo fenomeno, perché si inseguiva lo scippatore con arresto e processo per direttissima. Poi” – continua – “si capì che gli scippi erano commessi da una quarantina di persone, non di più: si fece di ognuno di loro una scheda personale, li arrestiamo tutti insieme e li facciamo condannare per sei, sette reati commessi negli ultimi anni. Così gli scippi sono finiti” (GUARDA IL VIDEO)

Sabina Guzzanti su trattativa: “Mori non è un personaggio rassicurante”
Sabina Guzzanti racconta il suo ultimo film, “La trattativa”, sulla trattativa Stato-mafia. Mori, De Gennaro, Ciancimino, Amato, Mancino sotto la lente dell’attrice-regista, che esordisce ironicamente: “Se Riina si fosse candidato non l’avrebbero votato? Dalle intercettazioni abbiamo appreso che Riina guarda molta televisione, lo salutiamo”. E ancora: “Mori non è un personaggio rassicurante. Come mai Napolitano e Berlusconi lo hanno promosso? Con tanti generali capaci senza ombra, proprio Mori devi promuovere?”. Sabina Guzzanti poi osserva: “Da che parte sta lo Stato? Come possiamo vivere col dubbio talmente forte da apparire una certezza: di essere governati da personaggi che hanno come unico scopo sfasciare la nostra democrazia?”. E conclude: “Cos’è questo patto del Nazareno, se non un’altra trattativa?” (GUARDA IL VIDEO)

Ruotolo: “A Scampia dalle sigarette di contrabbando alla droga”
Commentando il proprio servizio, Sandro Ruotolo precisa: “Ci ricordiamo di Scampia, ma ci sono tanto quartieri a Napoli dove una volta ci compravi le sigarette e oggi puoi acquistare droga e armi a pochi euro” (GUARDA IL VIDEO)

L’inferno di Caivano e il coraggio di Bruno Mazza
Dietro il campetto di calcio del Parco Verde di Caivano c’è un’enorme piazza di spaccio. Bruno Mazza ha un passato criminale, è stato il braccio destro di un boss della zona: “Quando mio fratello è morto di overdose, ho cambiato vita”. Oggi anima l’associazione di volontariato ”Un’infanzia da vivere” per riscattare il futuro di chi vive lì. In una sola mattina, nei pressi del campetto di calcio si trova a raccogliere trecentocinquanta siringhe: “Qui non sappiamo cos’è la legalità, lo Stato deve intervenire”. Il servizio di Sandro Ruotolo (GUARDA IL VIDEO)

Bruno Mazza: “I carabinieri non servono, serve il lavoro”
Ospite in studio, Bruno Mazza, che ha perso un fratello per droga quando lui era a capo della piazza di spaccio, ora vive con 15 euro al giorno ed ha fondato l’associazione Un’infanzia da vivere. E afferma: “Ora sono felice. Ci credo e non mollo. Solo quando ti uccidono, lo Stato interviene. Prima non lo fa. Nei rioni popolari di Napoli non ci sono infrastrutture né punti di ritrovo. Neanche le scuole ci accolgono. I carabinieri non servono, serve il lavoro” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “I Renzi a tutele crescenti”
Editoriale di Marco Travaglio, che si sofferma sulle dichiarazioni pronunciate da Matteo Renzi il 19 aprile 2012 a Servizio Pubblico sull’articolo 18, definito solo una questione mediatica. “Poi Renzi ha vinto le primarie con un programma che non nomina l’articolo 18” – osserva il condirettore de Il Fatto Quotidiano – “ha presentato un programma di governo che non nomina l’articolo 18, ha stravinto le elezioni europee non nominando l’articolo 18, ha presentato il Jobs Act senza nominare l’articolo 18”. E si chiede come farà a mantenere le sue promesse circa gli investimenti, la lotta alla corruzione, la guerra all’evasione fiscale. “Renzi chiama il nuovo sistema senza articolo 18” – spiega il giornalista – “quasi con soavità: ‘contratto a tutele crescenti’. L’azienda però può cacciarti a qualunque età. Le tutele saranno anche crescenti, ma non ci sono proprio. E’ come un preservativo ritardante, solo che è vuoto”. E precisa: “Non è vero che l’articolo 18 esista solo in Italia. C’è anche in Germania. E Renzi ha detto che si era ispirato al welfare tedesco”. Travaglio spiega i motivi per cui è falso che l’articolo 18 impedisca i licenziamenti per motivi economici o per crisi: “La prova del nove ce la dà Berlusconi che nel 2002 voleva sbaraccare l’articolo 18, ma fu fermato da Cofferati e dalla Cgil con una grande manifestazione. Ci sono stati parecchi assunti con l’articolo 18. La Fornero ne ha sbaraccati i due terzi, e non è aumentata l’occupazione anche nelle aziende sotto i 15 dipendenti, che non hanno l’articolo 18”. Poi Travaglio osserva: “Oggi si perdono in media 1000 posti al giorno e lo conferma Squinzi. Adesso lo dice anche la Fornero, che difende contro Renzi l’articolo 18. E’ come Totò contro Maciste”. Il giornalista si sofferma sulle grande giudiziarie del padre del premier, Tiziano Renzi. E conclude: ” ‘A suo modo Renzi ha inaugurato il contratto a tutele crescenti: quando era piccolo lo tutelava il babbo. Adesso lui e il babbo li tuteliamo noi” (GUARDA IL VIDEO)

I genitori di Davide Bifolco: “Con un colpo hanno ammazzato 3 persone”
Parlano i genitori di Davide Bifolco, il 16enne ucciso da un colpo sparato da un carabiniere. “Non abbiamo avuto il tempo di conoscere nostro figlio, ce l’hanno portato via”, dichiara il padre di Davide Bifolco che se la prende con il carabiniere il quale, forse inavvertitamente, ha ucciso il figlio. “Con un colpo ha ammazzato tre persone: Davide, mia moglie e me”, afferma. Tutti gli uomini rimasti della famiglia Bifolco hanno precedenti con la giustizia. “Anch’io ho commesso un reato” – confessa il padre – “perché non c’è lavoro e ho fame”. L’intervista di Luca Bertazzoni (GUARDA IL VIDEO)

La mamma di Ciro Esposito: “Non possono essere tutti corrotti”
Alla vigilia dell’incidente probatorio per i fatti dell’Olimpico, è stato arrestato Gennaro De Tommaso, detto Genny ‘a carogna. Sandro Ruotolo ha intervistato Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, il ragazzo ucciso prima della finale di Coppa Italia, il 3 maggio scorso. “Ho sempre fondato tutto sulla giustizia, non ho mai voluto vendette”, dichiara. E riferendosi alla morte di Bifolco: “Io come mamma mi sono immedesimata nella madre di Davide”. La mamma di Ciro difende Gennaro De Tommaso e teme possibilità di inquinamento nelle indagini sulla morte del figlio (GUARDA IL VIDEO)

Carofiglio: “Dal Vietnam al rione Traiano”
“Cerchiamo di riprodurre le pratiche virtuose”. E’ l’appello dello scrittore Carofiglio, che aggiunge: “Nel ’90 un funzionario fu mandato in Vietnam per risolvere il problema della malnutrizione minorile. Un problema enorme con le istituzioni a sfavore. Eppure c’era una minoranza che sembrava stesse meglio: e valorizzò all’interno della comunità l’utilizzo delle pratiche virtuose” (GUARDA IL VIDEO)

Cardilli: “Ad ogni età si ha possibilità di recuperare”
Secondo Cardilli, rappresentante di Cocer Carabinieri, a Napoli se si ha la forza di cambiare bisogna fare i conti con un contesto che non cambia. Bisogna dare ai napoletani la possibilità di cambiare ed esprimere le proprie potenzialità (GUARDA IL VIDEO) 

Dragoni: “Controlli su evasione fiscale? Diminuti dal 2013”
Gianni Dragoni analizza il redditometro e l’Agenzia delle entrate: lo Stato lo scorso anno ha incassato molto meno. Ed anche la Guardia di Finanza ha fatto molti meno controlli dal 2013 (GUARDA IL VIDEO)

Scontro tra Travaglio e Sallusti su Renzi e De Magistris
Duro scontro tra Sallusti e Travaglio sul governo Renzi e sul patto del Nazareno. Il condirettore de Il Fatto Quotidiano accusa il timoniere de Il Giornale di essere eccessivamente protettivo col premier: “Credo che Berlusconi sarà un po’ geloso. A lui certi titoli non li avete mai fatti”. E spiega il patto Renzi-Berlusconi: “Si sono messi d’accordo su 20 o 30 cose, ce ne hanno dette 2 o 3. All’inizio hanno detto che si sarebbero messi d’accordo per fare la legge elettorale e l’abolizione del Senato. Le province non le hanno abolite e hanno abolito le elezioni le province, si nominano anche gli enti locali. La legge sulla corruzione era pronta per essere votata, poi Berlusconi ha incontrato Renzi e Verdini ha incontrato la Boschi. E l’anticorruzione è sparita. L’autoriciclaggio” – continua – “era pronto l’altro giorno, ma è intervenuto Palazzo Chigi per farlo riscrivere dallla Boschi e da Ghedini. Si formano anche queste coppie di fatto meravigliose”. Sulle nomine alla Corte Costituzionale, Travaglio fa notare come il Movimento 5 Stelle, pur essendo il primo partito più votato in Italia, non sia stato preso in considerazione. E aggiunge: “E’ una gigantesca spartizione del Paese che comprende anche il nuovo assetto della Rai, e parliamoci chiaro: a Berlusconi interessano la giustizia e la Rai, mica le cazzate”. Sallusti ribatte, motivando e difendendo la sua scelta di proteggere Renzi. E accusa Travaglio di essere eccessivamente protettivo con Grillo. Poi aggiunge: “Hai avuto simpatia anche per De Magistris e il suo ‘socio d’affari’ (Gioacchino Genchi, ndr), ieri condannato per truffa”. “Si chiama ‘abuso d’ufficio'”, replica Travaglio. Sallusti rincara: “Coerentemente con quello che hai sempre scritto, vorrei che tu facessi uno dei tuoi bellissimi ed efficaci fondi per invitare De Magistris a dimettersi domani da sindaco di Napoli”. Arrivi tardi, il mio editoriale è già in pagina”, ribatte il condirettore de Il Fatto Quotidiano (GUARDA IL VIDEO)