L’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani ruba la scena a Federico Pizzarotti e da Parma annuncia, in caso di vittoria alle primarie, una campagna elettorale che avrà come tema centrale quello dei rifiuti e del progressivo smantellamento dei forni inceneritori. Davanti all’impianto di Ugozzolo, dove Pizzarotti non si è più fatto vedere dopo l’accensione più di un anno fa, il candidato Pd ha rilanciato in altri termini la promessa non mantenuta dal sindaco Cinque stelle. “Se diventerò presidente in Regione – spiega Balzani – metterò mano al piano regionale di gestione dei rifiuti per impostare una diminuzione degli impianti di incenerimento e progettare, nell’arco di alcuni anni, una trasformazione economica a senso circolare per il recupero di potere da parte degli enti locali e dei cittadini rispetto allo smaltimento dei rifiuti”.

Una strada che da primo cittadino Balzani aveva già percorso lavorando a un’alternativa al piano regionale rifiuti anche in collaborazione con alcuni colleghi come Pizzarotti. “I rifiuti potrebbero essere una delle forme attraverso cui rilanciare l’economia e il lavoro, ma per questo è necessario cambiare modello economico – continua Balzani – Cambiando impostazione, l’inceneritore di Parma dovrebbe essere uno degli ultimi impianti e, in una logica di superamento dello smaltimento per combustione, prima o poi essere spento”. Certo, ci vorrebbero anni, prima di tutto per ammortizzare le spese, ma la strategia a medio-lungo termine è quella di premiare i Comuni virtuosi nel settore rifiuti come Parma, per esempio con una minore fiscalità, scaricando le responsabilità sulle scelte portate avanti dagli enti. Pizzarotti non è riuscito a fermare l’inceneritore da sindaco, Balzani vorrebbe provarci da presidente della Regione: “Era ovvio che Pizzarotti non sarebbe riuscito a bloccare l’accensione, c’erano in corso processi economici e industriali che un Comune non può fermare – continua il candidato – Avrebbe dovuto creare un’alternativa nel tempo insieme ai cittadini, senza cadere in forzature demagogiche, come invece penso sia accaduto”.

La partita sugli inceneritori però ora si sta giocando soprattutto a livello nazionale con il decreto Sblocca Italia, contro cui si sono schierati da subito anche il sindaco Pizzarotti e la sua giunta, che aprirebbe le porte dell’Emilia Romagna ai rifiuti di tutta Italia: “L’Emilia Romagna e la Lombardia non possono diventare le pattumiere per il resto d’Italia – commenta Balzani – L’economia di solidarietà non deve significare portare nuovi mangimi da fuori per alimentare gli inceneritori”. Per l’ex primo cittadino di Forlì i rifiuti devono essere considerati un bene comune, una risorsa di cui i cittadini devono poter decidere cosa fare. Anche per questo, da rivedere per il candidato sarebbe anche il rapporto con le multiutility che ora gestiscono i servizi di smaltimento e di gestione rifiuti. “C’è un’asimmetria nel rapporto con i Comuni – spiega Balzani – e per questo dovrebbe essere istituita in Emilia Romagna un’autorità per riequilibrare i rapporti e vigilare sui bandi”.

Il tema rifiuti sarà uno degli argomenti chiave nella campagna elettorale da presidente di Balzani, che prima però dovrà scontrarsi con Bonaccini, indagato per le spese pazze in Regione ma per cui i pm hanno chiesto l’archiviazione. “Mi occuperò molto di rifiuti perché sono uno degli aspetti fondamentali quando si parla di lavoro – ha aggiunto Balzani – Bonaccini pensa alle autostrade, io penso all’economia circolare che si può applicare in Emilia Romagna anche in questo settore”.

Se l’ex sindaco di Forlì dovesse battere lo sfidante, la questione rifiuti, che vede Balzani non così lontano dalle idee dei Cinque stelle, a partire dal futuro degli inceneritori, i grillini potrebbero vedersi sfilare via uno dei temi più cari e anche i voti degli elettori. In Emilia Romagna i Cinque stelle hanno già schierato i candidati al seguito di Giulia Gibertoni, ma la campagna elettorale è ancora ai nastri di partenza. Senza contare che il tema rifiuti, che doveva essere portato avanti soprattutto con l’aiuto di Pizzarotti, ora rischia di perdere uno dei suoi luoghi simbolo, visto che il primo cittadino di Parma, in polemica con l’esclusione di Andrea Defranceschi dai candidati, ha annunciato che non parteciperà attivamente alla campagna elettorale.