Trenta euro al giorno alle famiglie per ospitare un migrante. E’ l’idea discussa nel corso di un un incontro tra il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione ed il sindaco di Roma, Ignazio Marino e poi al Tavolo nazionale sull’immigrazione con ministero, Anci e Regioni. Ma dopo insistenti attacchi dal Centrodestra, l’idea è stata bocciata in modo categorico dal titolare del Viminale, Angelino Alfano che ha dichiarato: “La decisione di corrispondere 30 euro alle famiglie che si renderebbero disponibili ad accogliere in casa immigrati adulti o minori figli di immigrati non corrisponde, nel modo più assoluto, a una decisione assunta dal ministero dell’Interno, né a una iniziativa in via di attuazione. Vorrei essere chiaro, senza polemiche, con il sindaco di Roma: il ministero dell’Interno non tirerà fuori un euro per questo. Ogni ipotesi di lavoro che mi dovesse essere presentata in questo senso, da chiunque provenga, sarà da me certamente bocciata”.

Il sindaco di Roma ha replicato: “La possibilità che gli immigrati possano venire ospitati dalle famiglie che ne facciano richiesta non è una ‘proposta Marino’, bensì una modalità differente di utilizzare i fondi Sprar, frutto del diligente lavoro del ministero dell’Interno, discussa ieri al Tavolo nazionale immigrazione e già sperimentata da tempo in alcune realtà italiane, già coordinate da nove Caritas diocesane tra cui Milano, Savona e Genova“. I migranti sbarcati nel nostro Paese solo nel 2014 sono 130mila, le strutture di accoglienza sono spesso poco adeguate e gli stranieri hanno serie difficoltà di integrazione.

L’idea di Marino ha diviso il mondo politico, per il sindaco di Verona Flavio Tosi: “Questa è una soluzione degna dei quello che sta accadendo oggi in Italia. Se un governo si riduce a far questo per gestire l’immigrazione clandestina, siamo messi male”. Un altro sindaco, Enzo Bianco, da Catania, è invece con Marino: “Qualunque iniziativa che consenta di affrontare meglio il tema dell’accoglienza è per noi opportuna: il peso dell’immigrazione è tutto sulle spalle dei Comuni, che sono in serie difficoltà”. 

Khalid Chaouki, deputato Pd e coordinatore intergruppo immigrazione invita Alfano ad “avere più prudenza, anche vista l’emergenza, nell’escludere a priori soluzioni utili nella gestione dei profughi da parte dei comuni. Coinvolgere le famiglie italiane nel percorso di integrazione dei migranti, e in particolare dei minori non accompagnati, è non solo una buona idea ma una pratica di successo già sperimentata in diversi comuni italiani e in diversi Paesi europei”.