Sono quasi finiti i soldi previsti dal bilancio 2014 dell’Unione Europea, ma mancano ancora più di tre mesi alla fine dell’anno. Una situazione che si ripercuoterà, secondo il commissario Ue al bilancio, Jacek Dominik, sui fondi destinati alle borse di studio per gli studenti Erasmus, sui finanziamenti alle piccole e medie imprese, sui beneficiari dei fondi di coesione e, probabilmente, anche sugli stanziamenti per progetti legati ad ambiente, politiche di vicinato, cooperazione e aiuti umanitari. Il commissario polacco dell’Unione lancia l’allarme: “Questa volta non si tratta più di ‘business as usual'”, cioè la mancanza di fondi non è una cosa calcolata o fisiologica. A legittimare la sua preoccupazione, dice, il fatto che l’80% degli stanziamenti siano già stati utilizzati e che rimangano solo 175 milioni di euro a disposizione per rifinanziare capitoli di spesa per più di 3 mesi.

Il commissario è preoccupato anche per la richiesta di tagli per 2,1 miliardi di euro, da parte degli stati membri, al bilancio 2015. Un ulteriore riduzione dei fondi potrebbe lasciare a secco le casse dell’Unione ancora prima di ottobre. Per questo, Dominik ha chiesto di non modificare la proposta avanzata dalla Commissione. Ulteriori ritocchi al budget andrebbero a gravare su una situazione di per sé già critica, continua il commissario, che parla di pagamenti arretrati sul 2014, dagli anni precedenti, pari a 26 miliardi e a cui Bruxelles ha dovuto far fronte.

Dominik prende ad esempio il programma Horizon 2020 per descrivere come la carenza di denaro abbia ridimensionato i piani precedentemente stabiliti: “La Commissione – spiega – ha dovuto ridurre il livello di prefinanziamento per i nuovi impegni dal 60% al 35% ” e “attualmente oltre 70 progetti per un importo di 36 milioni di euro sono bloccati e pagheranno interessi di mora”. Non meno critica la situazione che riguarda i tagli al programma Erasmus. “Ci aspettiamo un ritardo nel pagamento delle sovvenzioni ai beneficiari – dice il commissario -, che sono soprattutto studenti”. Non è la prima volta che queste borse di studio sono a rischio. Nel 2012, le associazioni studentesche protestarono a causa dell’esaurimento dei soldi destinati a finanziare i programmi per gli studenti. Sui fondi di coesione Dominik aggiunge: “I ritardi di pagamento colpiscono i beneficiari più piccoli e vulnerabili beneficiari, come le pmi e le ong”.