“Salvaguardare il principio di indissolubilità del matrimonio, cercando di semplificarne la procedura rendendola più snella”, è ciò che Papa Francesco ha annunciato in una nota diffusa dal Vaticano due giorni fa. A breve quindi, una Commissione speciale di studio rivedrà le norme per la riforma del processo matrimoniale canonico per renderle più agili, semplificando e velocizzando in tal modo i processi.

In che modo invece Renzi e il suo governo intendono cambiare il divorzio in Italia? Nel decreto giustizia varato lo scorso venerdì, sia nel caso di separazione che in quello di divorzio è prevista la possibilità di evitare il tribunale e realizzare un negoziato assistiti da un legale. Possibilità preclusa in caso ci siano figli minori o disabili. In pratica tutto resta uguale: restano i tre anni di separazione tutto l’iter che segue per il divorzio. Licenziato lo scorso maggio in Commissione Giustizia alla Camera, il ddl, di cui avevo scritto che anziché “divorzio breve” meglio sarebbe chiamarlo “separazione breve” – prevede sei mesi di separazione nel caso sia consensuale e dodici nel caso sia giudiziale – è tuttora fermo in Senato.
Quel cambiamento burocratico nella procedura per il divorzio del decreto appena varato ha tutta l’aria dell’ennesimo gattopardismo per concedere un nulla e tacitare chi dice che il governo Renzi nulla stia facendo. 

Domenica scorsa Papa Francesco ha detto: “Avete presente una stanza chiusa per tanto tempo, e quando la riaprite sentite quell’odore di muffa, odore di malaticcio? Ecco, una Chiesa ‘chiusa’ è come una stanza chiusa che sa di muffa. È una Chiesa malata.”
Non credo ci sia bisogno di spiegare il parallelismo con l’Italia malata per mancanza di riforme. Persino la Chiesa si sta rivelando più coraggiosa in fatto di innovazione. “Davanti alle tante persone stanche e sfinite che soffrono e attendono dalla Chiesa ‘vicinanza e prossimità’, bisogna guardarsi dalla tentazione di codificare la fede in regole e istruzioni, come facevano gli scribi, i farisei e i dottori della legge del tempo di Gesù”, ha ancora detto Francesco. Ecco, io lo trovo un discorso così cristianamente laico, che se anche la politica italiana avesse un Francesco che aprisse finalmente le porte per far uscire l’odore di muffa…

Intanto in Senato si continua a rinviare il ‘divorzio breve’: la discussione prevista in queste ore è stata posticipata ancora. Se ne riparlerà il 30 settembre. D’altra parte con la muffa si è pure fatta una scoperta scientifica importante, no?