Tonnellate e tonnellate di rifiuti sversati nelle discariche di Gomorra grazie alla connivenza della politica che autorizzava le società dei clan. “Non abbiamo mai messo un telo di protezione. Il percolato finiva in falda, bruciavamo rifiuti per fare spazio. Facevamo quello che volevamo“. E’ il racconto esclusivo del camorrista Gaetano Vassallo, pentitosi nel 2008 per paura di essere ucciso dai casalesi di Giuseppe Setola, fa a ilfattoquotidiano.it. Vassallo, diretta espressione del boss Bidognetti e ministro dei rifiuti nel clan, spiega i rapporti dei casalesi con la politica. “Finiti i socialisti di Craxi sono passato a Forza Italia, sono stato anche tesserato“, rivela. “Ma facevamo affari con tutti i partiti”. E anche nel 1994, con l’emergenza rifiuti e il commissariamento, “la musica non cambia”. Vassallo racconta anche della lunga conoscenza con Luigi Cesaro, oggi deputato di Forza Italia, “dai tempi in cui era l’autista di Raffaele Cutolo“, allora padrone criminale della Campania. “Giggino ‘a purpetta“, lo chiamavano. In particolare di un incontro alla presenza di latitanti nei primi anni 2000. “Cesaro ha sementito e nega di conoscermi? Ma come? Passava sotto casa mia con la macchina blindata per salutarmi”, ribatte oggi il pentito  di Nello Trocchia