È sul solco dello studio delle migrazioni, degli incontri multiculturali, che nasce la sesta edizione di LampedusaInFestival: dal 25 settembre vanno in scena sei giorni di cultura, musica e cinema. “La migrazione è un fenomeno che parte da cause ben precise e con diverse conseguenze. Noi cerchiamo di tenere bene a mente e analizzare entrambe. Negli anni abbiamo cercato di prendere in considerazione le molteplici cause e gli effetti in tutte le loro sfumature. Per questa edizione abbiamo deciso di parlare di militarizzazione, perché ciò che sta succedendo negli stati che si affacciano sul Mediterraneo e oltre sono eventi che non possono essere ignorati e al contempo sono parte di un processo di ridefinizione dei poteri all’interno del quadro geopolitico internazionale” è l’analisi di Askavusa, una delle principali associazioni promotrici del festival.

Quest’anno sull’isola siciliana arriveranno i Sadou Bah della Scuola Autonoma di Zurigo, Asuquoe Okou Udo e Hannimary Jokinen, un’associazione formata da migranti passati per Lampedusa negli ultimi anni, e il collettivo Cucula, laboratorio artistico e artigianale creato da rifugiati a Berlino. Poi spazio all’arte con Mauro Biani e Marco Pinna, autori delle esposizioni “Sulla stessa barca” e “Coelum Nostrum”, allestite sulle spiagge dell’isola. Il palcoscenico teatrale regalerà invece le performance dei Théatrè Senza, parigini autori di Miraculi, i Memento Mari, arrivati da Bruxelles e autori di Welcome to Europe / Rewind, un’ installazione audio visiva che riavvolge il nastro della storia per analizzare le politiche migratorie, più il workshop teatrale di Natalie Yalon. La colonna sonora è affidata alle esibizioni dei senegalesi Super Griot, e dei marsigliesi duo Antoine e Dimitri Porcu. Fiore all’occhiello del festival la presentazione del libro “La Strada Di Ilaria” di Francesco Cavalli, saggio che indaga sul misterioso omicidio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin.

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