Lo smartphone aiuta a contrastare gli effetti negativi di una vita sedentaria. Secondo la rivista scientifica Plos One l’esercizio fisico a bassa intensità proposto da alcune app ha ridotto del 6% il tempo di inattività degli individui monitorati. Lo studio è stato condotto su un campione di persone in sovrappeso o a rischio obesità. Gli esaminati hanno riportato i risultati ottenuti seguendo le indicazioni della app per sette giorni consecutivi. Secondo lo studio, le notifiche sul telefonino stimolano i sedentari a compiere esercizi fisici a bassa intensità e a rendersi conto subito dei risultati ottenuti e dei miglioramenti da fare. 

Il riscontro immediato dato degli effetti benefici di uno sforzo minimo ma continuativo motivano le persone ad alzarsi dalla sedia e fare una camminata di qualche minuto o a rinforzare la muscolatura con stretching e piccoli esercizi. Man mano, i suggerimenti sullo smartphone diventano un’esigenza e si trasformano ben presto in un’abitudine. Vista la diffusione degli smartphone, questi studi hanno lo scopo di implementare la creazione di nuove app in relazione alle malattie più diffuse, come per esempio i diabetici o gli ipertesi.

Un’altra ricerca condotta dalla Oxford University pubblicato su Jama (Th eJournal of the American Medical Association) ha monitorato 500 pazienti ipertesi dimostrando che le notifiche sul telefonino aiutano i malati a tenere sotto controllo la pressione e ad autoregolarsi la somministrazione dei farmaci. Nel caso di malattie croniche, infatti, le app risultano uno strumento efficace perché preparano il paziente a gestire la propria patologia in modo autonomo modificando così in modo sostanziale e duraturo il proprio stile di vita.

Un telefonino, però, non sostituisce il medico: la scelta tra le app è vastissima e non tutte sono affidabili. Sì a ginnastica da ufficio o esercizi a bassa intensità contro la sedentarietà, ma nel caso di una malattia uno strumento tecnologico aiuta ma non si sostituisce al dottore. Alcuni servizi offrono la possibilità di essere seguiti da un personal tranier virtuale che ha lo scopo di registrare i progressi e monitorare la propria attività, l’aiuto dello smartphone è la prevenzione, il monitoraggio e la presa di coscienza dei miglioramenti ma in nessun caso è una cura.

Lo studio pubblicato su Plos One