“I maestri. I migliori. Le squadre più grandi. I campioni”. Spesso frainteso dai tifosi tra la liriche dell’Orchestra filarmonica reale di Londra, il ritornello dell’inno della Champions League tornerà a risuonare tra i tre anelli dello stadio Giuseppe Meazza il 28 maggio 2016. L’ufficialità è arrivata dal comitato esecutivo della Uefa, riunito giovedì a Nyon, che ha scelto Milano come palcoscenico principale. L’ultimo atto di Europa League sarà a Basilea. Altra buona notizia per l’Italia è il quarto di finale degli Europei 2020, che si giocherà a Roma al pari di tre gare del girone. E’ la quarta volta che San Siro ospita l’epilogo della Champions League. L’ultima risale al 2001, quando un errore dal dischetto di Mauricio Pellegrino beffò il Valencia e consegnò la coppa nelle mani del Bayern Monaco. In precedenza era toccato al Feyernord nel 1970 e ai padroni di casa dell’Inter, cinque anni prima. Con le quattro edizioni di Roma ’97 e Bari ’91 le finali in Italia salgono a nove.

“La prima volta che entri al Meazza non puoi non trattenere il fiato: all’interno le tribune si alzano come scogliere e di notte s’illumina che sembra una nave spaziale” scriveva nel 2009 il quotidiano londinese Times, secondo cui l’impianto è secondo per bellezza solo al Westfalenstadion di Dortmund. La Scala del Calcio, oltre 80mila posti a sedere, fu inaugurato il 19 settembre del 1926 con un derby tra Milan e Inter. Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano e viene gestito dalla società M-I Stadio, che ogni anno versa una decina di milioni di euro di affitto. La sua fisionomia cambiò prima del 1955 e poi alla vigilia di Italia ‘90, quando furono realizzati il terzo anello e la copertura. Dai prossimi mesi San Siro sarà sottoposto a un terzo massiccio restyling con la riqualificazione dei bagni, del settore stampa e degli sky box oltre all’allargamento della tribuna e alla risagomatura del primo anello arancio.

La Uefa pretende passi in avanti anche nell’abolizione delle barriere interne e nella gestione dei biglietti nominativi. L’altro punto debole, i trasporti, dovrebbe essere risolto con l’inaugurazione delle fermate San Siro ippodromo e San Siro stadio della linea Lilla della metropolitana entro la prossima primavera. Infine i tecnici dell’Ecoistituto della Lombardia stanno studiando nuove misure per aumentare la raccolta differenziata e ridurre i consumi e lo spreco di acqua. Gli standard ambientali del Nord Europa sono lontani. Le migliorie sono valutate in 22 milioni di euro (quasi tutti a carico delle società, attraverso i canoni di affitto), altrettanti sono già stati investiti negli scorsi mesi. “Festeggiamo un grande successo per Milano, che in questi anni si sta affermando come una delle capitali dello sport europeo” è il commento dell’assessore milanese Chiara Bisconti, che valuta la possibilità di utilizzare i vicini spazi della Snai per allestire il villaggio Champions. In primavera il capoluogo lombardo ha ospitato la Final Four dell’Eurolega di basket, tra pochi giorni toccherà al Mondiale di pallavolo femminile.

Ora sarà curioso capire se la decisione presa a Nyon condizionerà in qualche modo Inter e Milan. In passato i due club, assenti contemporaneamente dalla Champions per la prima volta dal 2001, hanno più volte dichiarato la loro volontà di abbandonare San Siro. In un primo momento l’arrivo di Erick Thohir alla guida dei nerazzurri sembrava il preludio alla costruzione di uno stadio di proprietà. Ora appare più avanzato il progetto d’indipendenza milanista: bocciata l’offerta di Roberto Maroni di ereditare una struttura a Rho, la famiglia Berlusconi cerca casa alla periferia Ovest. Il modello è quello britannico, seguito in Italia dalla Juventus. Se il cemento va sempre forte in questo paese, il freno è però rappresentato dall’investimento stimato: non meno di 400 milioni. Soldi che in ogni caso non garantirebbero la magica atmosfera che il Times e gli appassionati di mezzo mondo attribuiscono al Giuseppe Meazza. Forse i visitatori di Expo non saranno i 20 milioni previsti, ma dal prossimo maggio l’assalto a San Siro è scontato: nel 2013 il museo dello stadio ha accolto 228mila turisti, più o meno quelli che hanno ammirato le opere di Raffaello e Caravaggio alla Pinacoteca di Brera.