Carcere a tutti e tre gli imputati per la morte del giovane viareggino Daniele Franceschi, avvenuta il 25 agosto del 2010 nel penitenziario di Grasse, Costa Azzurra, dove il carpentiere di 36 anni era tenuto in stato di fermo da mesi senza un processo per un presunto utilizzo di falsa carta di credito. E’ quanto ha chiesto oggi, al termine della seconda udienza nel tribunale francese, il pm Parvine Derivery. Per la decisione del giudice però bisogna attendere la sentenza, il prossimo 29 ottobre.

Durante l’udienza non ha trattenuto le lacrime la mamma, l’anziana Cira Antignano, paragonata ad una Anna Magnani dal legale del medico imputato, come ha twittato l’inviato del Tirreno a Grasse. In passato la donna si era persino incatenata davanti all’Eliseo e aveva scritto a Carla Bruni, che le aveva assicurato attenzione. Ma l’unica figura istituzionale che le è stata vicina oggi, mentre anche il governo è rimasto in silenzio, è il console italiano a Nizza, Serena Lippi, anche lei viareggina. La sua presenza è stata contestata dall’avvocato del medico imputato, che l’ha definita una “pressione politica sulla giustizia”.

La condanna maggiore è stata chiesta per l’infermiera Stephanie Colonna, 27 anni, assente perché incinta: due anni di carcere e due di interdizione dalla professione. Per il medico dell’ospedale, il dottor Jean Paul Estrade, il pm ha richiesto dodici mesi di reclusione e di interdizione, mentre sei mesi sono stati attribuiti a Françoise Boselli, la seconda infermiera, le cui responsabilità sono state giudicate meno gravi. Gli imputati hanno colpevolmente sottovalutato lo stato di salute di Franceschi e le richieste di aiuto che il giovane faceva, anche in francese, per scritto.

Per la difesa del medico, invece, Franceschi non era in condizioni allarmanti. Eppure, secondo le testimonianze del compagno di cella e di altri detenuti, il viareggino stava male da tempo. L’ultima lettera che Daniele aveva scritto alla madre riporta la data della sua morte, il 25 agosto 2010. Non è mai stata spedita e oggi suona inquietante. “Cara ma’ — scriveva Daniele nelle righe pubblicate da La Nazione — oggi ho avuto un dolore alla spalla molto forte ed è una cosa che si ripete da settimane e di frequente mi è appena presa una fitta forte di dolore dalla spalla sinistra fin verso il cuore, ma stamani mi hanno fatto la radiografia e mi hanno detto che cuore e polmone sono a posto. Tra una settimana mi rifaranno le lastre, ma ho l’idea che scoprire che cosa è e che cosa sarà non è un’impresa facile. Non ho mai avuto un infarto, ma se dovessi descrivere il dolore che provo direi che è simile a un infarto. Sento crescere il dolore a poco a poco dalla spalla verso il cuore. Poco fa ho vomitato. Però non ti preoccupare, mamma, sarà una cosa passeggera”.

Per Luc Febbraro, il corrispondente francese degli avvocati italiani, è grave che gli imputati non abbiano neppure chiesto scusa alla famiglia Franceschi. Durissima infine l’accusa lanciata dal pm: “Si poteva salvare Daniele Franceschi ma tutte le strade per farlo sono state chiuse”.