L’economia americana crescerà quest’anno di una percentuale compresa tra il 2 e il 2,2%. A prevederlo è la Federal reserve, che ha limato al ribasso la stima sul progresso del pil rispetto a giugno, quando lo dava in salita fino al 2,3%. Tagliate anche le previsioni per il 2015, quando il progresso sarà al massimo del 3% invece del 3,2% stimato in giugno. Tassi più che invidiabili, visti dall’altra sponda dell’Atlantico. Ma non abbastanza per la numero uno della Fed, Janet Yellen. Anche perché il mercato del lavoro “continua il suo progressivo miglioramento” ma “deve ancora recuperare” i livelli ottimali: “C’è ancora troppa gente che cerca un lavoro senza trovarlo”. In più, anche gli Usa devono fare i conti con le ripercussioni della bassa inflazione dell’area euro, che “è un rischio per l’economia globale”, e dell'”andamento lento” della crescita dell’Eurozona. Di conseguenza Yellen, insieme al resto del board dei governatori, ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse (tra lo 0 e lo 0,25%) e di rassicurare i mercati sul fatto che resteranno bassi “per un periodo prolungato”. Cioè anche dopo la fine, prevista per il mese prossimo, del piano di acquisto di titoli di Stato (in gergo quantitative easing) messo in campo a partire dal 2010 per far ripartire la crescita Usa. Il ritmo dello “shopping” di titoli intanto continua a rallentare, passando a 15 miliardi di dollari al mese dai precedenti 25 miliardi. 

Per ora, dunque, “una politica monetaria altamente accomodante resta appropriata”. Se le condizioni economiche lo consentiranno, l’aumento dei tassi di interesse “potrà avvenire prima del previsto”, ha ripetuto come sempre Yellen, e altri aumenti potranno seguire “più rapidamente”. Ma il costo del denaro potrebbe tornare a “livelli normali” non prima della fine del 2017. La maggior parte dei componenti del board della Fed prevede un aumento nel 2015, mentre quattordici dei 17 componenti ritengono una stretta possibile il prossimo anno, un solo membro pensa che andrebbe anticipata a quest’anno e due componenti sono favorevoli ad attendere fino al 2016.

Le rassicurazioni della Fed hanno messo le ali a Wall Street che, dopo un avvio debole, ha preso slancio e ha chiuso in territorio positivo, con il Dow Jones in progresso dello 0,15%, il Nasdaq a +0,21% e lo S&P 500 che ha messo a segno un +0,1%.