Prima il Daspo di gruppo a colpire 52 tifosi del Bari, in trasferta a Frosinone. Sassaiola e caos sull’A1. Poi i tifosi del Livorno che aggrediscono i supporter del Latina sul lungomare di Ardenza. Che sia serie A, serie B o Lega Pro poco importa. Di sabato o ogni maledetta domenica non fa differenza. L’ignoranza acceca gli uomini e gli ultras, 7 giorni su 7. Scontri, con o senza tessera. Oggi come ieri. Come prima più di prima. Come se Ciro Esposito e tutte le altre vittime “del pallone” non fossero mai esistite. La storia continua e si ripete ogni anno. Perché gli ignoranti non imparano, neanche dagli sbagli.

“Violenze in aumento nell’ultima stagione calcistica di serie A e B. Sono cresciuti, rispetto alla stagione precedente, gli incontri con feriti, i feriti tra gli steward, il numero di arresti. Ciò ha determinato anche un maggiore impiego delle forze dell’ordine (+14%) per un costo complessivo di 25 milioni”. Lo ha detto il capo della polizia, Alessandro Pansa, in audizione alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Nell’ultimo campionato, ha proseguito Pansa, sono stati comminati 2.353 provvedimenti di Daspo (oltre 5.000 quelli ora attivi). “Il vulnus principale – ha aggiunto – è rappresentato dagli stadi: l’impiantistica italiana non è adeguata”. Il capo della polizia ha quindi assicurato che c’è “un monitoraggio degli ultras: ci sono 403 gruppi, di cui una settantina a connotazione politica (46 di destra, 20 di sinistra e 10 misti)”. Pansa, infine, ha considerato che “gli stadi vanno sempre più svuotandosi, perché considerati poco sicuri”.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra. Se lo chiedeva anche Gaber. E allora di chi è la colpa? Delle tifoserie organizzate? Dei problemi di sicurezza degli stadi? Della legge made in Italy mai uguale per tutti? Che cosa si è fatto davvero in questi anni? Cos’è cambiato? Inutile guardare Inghilterra, Germania e Spagna. Ogni Paese ha la sua storia e i suoi modi per affrontare i facinorosi e risolvere il problema. Anzi limitare.
Dopo il pugno duro del governo e le novità contenute nel decreto Alfano, approvate dal Consiglio dei ministri in estate
, questa sarà #lavoltabuona anche per il nostro calcio, così dicono. Proviamo a crederci, anche se la violenza, come l’ignoranza, è da estirpare alla radice. E intanto piccoli Genny ‘a carogna crescono.