Taglio di 139 posizioni dirigenziali e significativa razionalizzazione degli spazi per gli uffici. Sono i punti salienti del decreto ministeriale sull’individuazione delle competenze degli uffici dirigenziali non generali del ministero dell’Economia e delle finanze che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, spiega una nota di via XX Settembre, rientra nella iniziative adottate dal ministro Pier Carlo Padoan, nell’ambito dei programmi di revisione della spesa.

Il Mef precisa tra l’altro che viene ridefinita l’organizzazione del dicasteroo secondo i seguenti criteri: immediata riduzione di 139 posizioni dirigenziali non generali che passano da 712 a 573 unità; eliminazione di duplicazioni organizzative e sovrapposizioni di competenze; individuazione di criteri per la riorganizzazione e la razionalizzazione dell’articolazione territoriale del ministero, prevedendo espressamente la necessità di una ulteriore razionalizzazione degli spazi utilizzati, anche mediante la condivisione delle sedi con uffici di altre amministrazioni statali dell’amministrazione finanziariae soppressione di 10 sedi territoriali a decorrere dal primo febbraio 2015. Il provvedimento, oltre allo snellimento delle strutture ed alla semplificazione dei processi amministrativi, “comporterà sensibili risparmi di spesa anche per la riduzione dei fitti passivi”, è la conclusione che però non entra nel dettaglio del risparmio.

E a proposito di spending review, secondo Padoan i tagli per complessivi 20 miliardi sono “una cifra che galleggia nell’aria”. Per il ministro “le risorse vengono in gran parte da tagli spesa e efficienza dal lato delle entrate, lotta all’evasione e ritorni importanti da abbattimento dell’onere del debito”. E dai ministeri “si possono prendere molti soldi, tutti i 20 miliardi non arriveranno solo dalla spending”. Quanto alle tasse, “sarei l’uomo più felice del mondo se potessi dire: tagliamo le tasse in grandi ammontari. Ma il taglio deve avvenire nel rispetto dei vincoli perché abbiamo un enorme debito sulle spalle”, ha detto nel salotto di Bruno Vespa a Porta a porta a proposito della possibilità di un ulteriore taglio dell’Irap nell’ambito di una nuova legge di stabilità. “Vedremo. La legge di stabilità si presenta molto difficile perché l’economia è deteriorata e i vincoli si fanno più stretti. Faremo di tutto per trovare risorse credibili”, ha poi assicurato ribadendo che il bonus di 80 euro “sarà reso permanente e finanziato da tagli di spesa permanenti”.

Infine l’ottimismo. Secondo Padoan il 2014 dovrebbe chiudersi con un Pil negativo ma la risalita comincerà già dal prossimo anno. “In Europa siamo messi male e noi stiamo peggio della media europea. Sono tre anni che abbiamo numeri negativi ma quest’anno, faccio notare, il numero è negativo ma molto più piccolo”, ha detto. “Speravamo di avere una crescita positiva nel 2014 ma così non è andata. Il governo si trova ora a dover affrontare problemi che non sono problemi solo di oggi o di ieri, ma problemi di vecchia data, sono i problemi strutturali”. Per il ministro, il Pil “risalirà già dall’anno prossimo e in misura crescente negli anni successivi”. E per recuperare tutto quanto è stato perso negli anni di crisi, la direzione da seguire è quella di “aggredire le vere cause che stanno dietro questi numeri”.