E’ solo l’ultimo capitolo della guerra che il comitato de La Gazzetta dello Sport sta combattendo contro il suo editore, ma di certo è l’iniziativa più clamorosa. Dopo una serie di comunicazioni sindacali e dopo lo sciopero delle firme, il sindacato dei cronisti della rosea ha acquistato una pagina a pagamento su Repubblica per esprimere il proprio malcontento (eufemismo) per la nascita dell’agenzia ‘interna’ di scommesse sportive. Emblematico il titolo del pezzo: “Gazzetta dello Sport, il rosa della vita e il rosso della rabbia“, parafrasando lo slogan che compare sotto la testata del più importante quotidiano sportivo d’Italia. I redattori ne fanno una questione di prestigio e di credibilità, sottolineando – come aveva fatto notare a febbraio scorso ilfattoquotidiano.it – il possibile conflitto di interesse da parte di alcuni dei azionisti Rcs, la possibile violazione della legge sportiva in materia e il sicuro vuoto normativo che ha permesso al gruppo di lanciare GazzaBet.

“Associare il nome della Gazzetta dello Sport al business delle scommesse sportive, come Rcs MediaGroup ha fatto avviando l’operazione GazzaBet, allontana il nostro giornale da ciò che è sempre stato, perché rischia di incrinare la fiducia dei suoi lettori” hanno scritto i cronisti della Gazza su Repubblica. Va ricordato che il progetto GazzaBet, avviato appena due giorni fa, consente di scommettere con l’agenzia che associa il marchio della Gazzetta dello Sport al business del betting. “L’operazione – si legge sull’avviso a pagamento – presta il fianco a conflitti di interesse, visto che tra gli azionisti di Rcs ci sono alcuni proprietari di squadre di calcio (Juve, Fiorentina, Torino). E soprattutto non è in linea con la tradizione e il valori delle pagine rosa. La redazione, seppure non coinvolta nella lavorazione degli spazi riservati a GazzaBet, ha protestato in ogni modo, ma non è bastato. L’ennesimo ‘no’ lo dice con questa inserzione su Repubblica: l’unica scommessa che ci sentiamo di proporre è sulla nostra passione e professionalità“.