‘Federica Mogherini, da novembre responsabile della politica estera europea, si trasferisce al Berlaymont, nel cuore della Commissione europea’. Lo ha detto oggi a Bruxelles Jean-Claude Juncker, presentando nomi e portafogli della nuova Commissione europea. L’ufficio dell’italiana Mogherini non sarà nella sede del Servizio di azione esterno europeo (Eeas) bensì nel Berlaymont, l’edificio principale della Commissione europea. Come mai questo trasferimento? È possibile che dietro questa scelta ci sia la chiara volontà politica di esercitare tutta l’influenza possibile sui dossier che passeranno nei corridoi dell’esecutivo comunitario e non solo su quelli di politica estera.

La Mogherini, infatti, oltre che Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri è anche vicepresidente della Commissione e una delle più importanti. Se l’olandese Frans Timmermans sarà il braccio destro di Juncker – come ha detto lui – allora la Mogherini sarà quello sinistro. Questo vuol dire che, oltre a sostituire Juncker in determinate circostanze, parteciperà tutta una serie di policies divise in più portafogli, come allargamento, immigrazione, commercio internazionale e così via. Un occhio agli affari economici. La vicepresidenza, la grandezza del cabinet – il secondo dopo quello di Juncker – nonché la presenza fisica a determinate riunioni e nei corridoi del Berlaymont, lasciano pensare che la Mogherini sia tentata di mettere lo zampino, per quanto possibile, anche nei dossier economici, facendo all’occasione da spalla al francese Moscovici, la “bella speranza” della flessibilità in Europa.

Questa mossa potrebbe, alla fine, giustificare la scelta italiana di optare per l’Alto rappresentante, carica ad oggi prestigiosa ma poco concreta, invece che a portafogli più pragmatici come l’Immigrazione o il Commercio estero, come a suo tempo era stato fatto notare alla Mogherini, tra gli altri anche dal sottoscritto.

Come sempre, saranno i fatti a parlare, anche perché non sarà facile occuparsi della politica estera, della diplomazia europea e nel frattempo anche di altre politiche, su tutte quelle economiche. Per adesso – o meglio dal 1 novembre – Federica Mogherini potrà godersi la vista del suo nuovo ufficio al Berlaymont, decisamente meglio di quella dell’Eeas.

@AlessioPisano