Non si fermano le critiche dell’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema (Pd), verso il governo Renzi dal palco della Feste de l’Unità del Pd. Ieri a Firenze prima ha ironizzato sui rapporti politici del premier – “ho fatto l’errore di non chiamare Verdini, non ho queste frequentazioni e questo è stato certamente il mio limite” – poi lo ha attaccato frontalmente: “Qualche volta dà persino l’impressione di essere più gentile nei confronti di Silvio Berlusconi (Fi) che non nei confronti del gruppo dirigente del centrosinistra”. Ma c’è spazio anche per rivendicazioni di più lunga data: “Renzi ha detto ‘faremo dell’Expo un grande evento‘, ma l’Expo è stato conquistato dal governo Prodi e dal ministro degli Esteri D’Alema“. Sugli avvisi di garanzia arrivati ai candidati alle primarie per la poltrona di presidente della Regione Emilia Romagna, ha affermato che “quando la magistratura indaga bisogna rispettarne l’attività”, però poi dal palco ha commentato: “Questa è un’indagine che è stata aperta dieci mesi fa, l’avviso di garanzia arriva proprio il giorno in cui si chiudono – alle 21 – le presentazioni dei candidati per le primarie, non bisogna chiedere nulla alla magistratura, però un minimo di senso della realtà”  di Max Brod