Perché si pensa che una città intelligente, una cosiddetta “smart city”, sia quella in cui è possibile trovare parcheggio con un’app per telefonini, e non quella che punti invece a privilegiare l’equilibrio con il territorio? Perché l’umanità è figlia dei disastri naturali e, come tutti i figli, ama i propri genitori mostrando attrazione per le catastrofi, anziché esserne terrorizzata? Cosa succede se un mare evapora, come accaduto al Mediterraneo milioni di anni fa in seguito alla chiusura dello Stretto di Gibilterra? Sono alcuni degli interrogativi cui cercheranno di dare una risposta i geologi di tutto il mondo riuniti questa settimana a Milano, nella sede dell’Università degli Studi, per il convegno “Il futuro delle geoscienze italiane”, organizzato dalla Società geologica italiana (Sgi) e dalla Società italiana di mineralogia e petrologia (Simp), le due principali società scientifiche di scienze della Terra in Italia.

Proveranno a rispondere con il rigore della scienza, illustrando i dati delle ultime ricerche. Ma anche in forma di spettacolo, con un curioso esperimento divulgativo di geologia teatrale gratuito e aperto al pubblico, intitolato “Geologi, non per caso”. “Si tratta di sette brevi monologhi di sette minuti ciascuno in cui alcuni geologi, improvvisatisi attori, simpaticamente disturbati da Patrizio Roversi – ideatore insieme a Susy Blady del programma televisivo “Turisti per caso” – illustreranno in chiave ironica le numerose ricadute della geologia sulla vita quotidiana – spiega Stefano Poli, scienziato della Terra all’Università degli studi di Milano e uno dei sette attori per caso -. Nel mio intervento all’interno dello spettacolo teatrale cercherò in breve di spiegare come, partendo dalla conoscenza delle rocce, l’uomo sia passato dal correre su ruote di pietra, come quelle delle macine, a realizzare materiali tecnologicamente avanzati come i freni in fibra di carbonio delle vetture di Formula 1”.

Tanti gli argomenti discussi al convegno, che comprende all’incirca una quarantina di sessioni scientifiche, cui parteciperanno un migliaio tra docenti, ricercatori e geologi liberi professionisti. Si passa dai temi dell’Expo 2015, sviluppo sostenibile, acqua, suolo, alimentazione, all’analisi dello stato delle riserve petrolifere del Pianeta, con un occhio alle energie rinnovabili come la geotermia, che l’Italia ha sfruttato per prima al mondo. Dallo studio del rischio sismico ai vulcani sottomarini come Marsili, il gigante sommerso del Tirreno. E ancora, dal ruolo delle regioni polari nei cambiamenti climatici, all’indomani dell’ultimo, l’ennesimo, allarme clima lanciato dalla World meteorological organization (Wmo), alla geologia extraterrestre, con speciali sessioni sul futuro dell’esplorazione di Marte di cui la Nasa ha recentemente realizzato una mappa geologica aggiornata, e sui primi dati scientifici della missione Rosetta, che il prossimo novembre manderà per la prima volta una sonda su una cometa. “Il congresso – spiega Poli – affronterà a 360 gradi i temi principali delle moderne geoscienze. Si parte dallo spazio, con la geologia planetaria, passando poi per lo studio del clima, dell’ambiente e di come creare un corretto rapporto con il territorio, fino ad arrivare – sottolinea il ricercatore italiano – allo studio della Terra, attraverso moderne tecnologie che permettono di analizzarne la struttura interna come si fa con il corpo umano tramite la Tac”.

Non mancherà, infine, una speciale sessione dedicata alle scuole e agli insegnanti. L’ultimo giorno del convegno sarà, infatti, incentrato sul tema “Le geoscienze a scuola”, con una serie di workshop e laboratori didattici ideati per favorire l’incontro tra scuola, musei, università ed enti di ricerca sui temi delle scienze della Terra. Tra le iniziative in programma “Le mani nella Terra”, un’esposizione di esperimenti scientifici, strumenti e simulazioni sulle diverse discipline della geologia, realizzati dagli stessi studenti di ogni fascia d’età.