“Il Fiscal Compact è inapplicabile, servono manovre espansive in Europa e va sostenuta la domanda altrimenti la recessione e la disoccupazione continueranno ad aumentare”. Stefano Fassina in piazza del Pantheon a Roma, lancia la raccolta firme per i referendum contro l’austerità e il Fiscal Compact con Arturo Scotto, capogruppo deputati di SEL e Gianni Cuperlo. Per l’ex responsabile economico dem, alla prima legislatura in Parlamento e quindi non tra coloro che votarono l’adozione delle rigide norme economiche durante il governo Monti, “questi campioni dell’austerità hanno drammaticamente aggravato i debiti pubblici dell’Eurozona”. E Renzi che dichiara di voler tagliare venti miliardi di euro? “Questo taglio è impraticabile – afferma Fassina – farlo significherebbe tagliare la sanità, le pensioni, tagliare la scuola, il pubblico impiego e determinerebbe effetti sociali molto pesanti. Perseguire l’agenda Monti significherebbe dare all’Italia un altro anno di stagnazione”. Agenda Monti che però il Partito Democratico sostenne convintamente, fanno notare i cronisti, e Fassina replica: “Era una situazione d’emergenza e credo non vada ripetuta e poi è indubbio che ci sono stati errori: c’è stata subalternità in questi anni al pensiero unico liberista e anche per questo che abbiamo perso le elezioni del duemila tredici”. Il Pareggio di bilancio? “Impraticabile e non lo stiamo perseguendo perché l’economia continua ad andare giù e tentare di raggiungerlo significa aggravare le condizioni dell’economia e del debito pubblico. Questa iniziativa – aggiunge Fassina – serve ad andare verso una correzione di rotta che vuole il Presidente Renzi”. “Serve per ‘cambiare verso’, come dice qualcuno più importante di me” – aggiunge Gianni Cuperlo, anche lui alla sua prima legislatura da Deputato – che giustifica il voto compitamente favorevole di tutto il Pd al Fiscal Compact affermando che: “Fu votato in una condizione di grandissima emergenza”. Il Pd sbagliò, chiedono i giornalisti? “E’ l’Europa che ha sbagliato a fare di quei vincoli il punto di riferimento per uscire dalla crisi”  di Manolo Lanaro