In alcuni articoli apparsi sulla versione online de Il Fatto, il Sig. Guido Scorza segnala una presunta imperizia della SIAE a proposito delle attività di ripartizione dei diritti di reprografia (fotocopie) e del diritto di seguito. Sul sito della SIAE è pubblicata la più articolata risposta con evidenziazione delle strumentalizzazioni del Sig. Scorza.

E’ peraltro utile sottolineare (come anche riportato nel testo completo di risposta) che il sig. Guido Scorza ha ricoperto e ricopre tutt’ora, in diversi settori e giudizi pendenti, il ruolo di avvocato-procuratore alle liti di soggetti che sono stati o risultano “avversari” della SIAE (per la verità, giudizi tutti persi dal medesimo Sig. Scorza fatta eccezione per una vicenda riguardante il bollino). Il sig. Scorza, dunque, pur presentandosi all’esterno quale “docente, avvocato, giornalista”, e apparentemente terzo disinteressato (o, peggio, asserito esperto), risulta in realtà motivato da evidente conflitto (attuale e non solo potenziale) nei confronti della Società.  E ciò, in presumibile spregio dei vincoli posti dalla stessa carta dei doveri del giornalista (ovviamente per l’attività svolta in tale veste).

In realtà, le procedure seguite dalla Società in materia di reprografia e diritto di seguito (che non si rivolgono ai soli associati ma riguardano la generalità di autori ed editori) rispondono esattamente al dettato della legge, tengono doveroso conto del coinvolgimento delle associazioni rappresentative di autori ed editori (con i quali è stipulato apposita convenzione) e sono confortate dalla preventiva approvazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Al di là delle esemplificazioni fuorviate e fuorvianti del Sig. Scorza, la Società deve necessariamente assicurare che ogni pagamento venga effettuato in favore del legittimo titolare e presso recapiti (anche e soprattutto quelli bancari) certi e non discutibili.

Tutto è migliorabile, tanto da avere la SIAE stessa da tempo, e ben prima degli articoli in commento, annunciato alle associazioni di categoria ulteriori modifiche del sistema sino ad oggi adottato e per vero proveniente dal passato.

La SIAE, peraltro, non può non segnalare di avere condotto le citate attività, sino alla data odierna, con un livello di identificazione degli aventi diritto del 100% e con una media di ripartizione compresa tra l’80% (reprografia) ed il 96% (diritto di seguito). Il tutto, fermo che le somme (residue) non ancora erogate sono accantonate e in attesa di ripartizione a valle del completamento delle procedure di riconoscimento e di ottenimento dei dati necessari al pagamento.

Per seguire uno degli esempi mediaticamente ma malamente utilizzati dal Sig. Scorza, è certo che tutti “conoscono” il Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, ma pochi (forse pochissimi) sanno riferirne l’IBAN (o se si preferisce, il recapito bancario).

Allo stesso tempo, nonostante nessuno (o pochissimi) conoscano il Sig. Scorza e nonostante questi non sia un associato della SIAE, la SIAE stessa è stata in grado (attraverso il più volte citato accordo con le associazioni di categoria) di individuare ed esporre come dovuto un diritto di credito dello stesso Sig. Scorza per reprografia. Credito che il Sig. Scorza, come gli altri aventi diritto, potrà incassare a valle di un paio di click sul sito SIAE, come è avvenuto per il Sig. G.P. (nominativo già contenuto nell’elenco) che ha ottenuto il pagamento del proprio diritto di reprografia in data 19 agosto 2014 dopo aver segnalato i propri recapiti in data 24 luglio 2014 (ovvero in 16 giorni lavorativi senza considerare il periodo estivo).

In realtà, la SIAE non qualifica gli autori citati dal sig. Scorza come “irreperibili” in sé (termine volutamente utilizzato dall’articolo nel senso fuorviato e fuorviante di “introvabile” o “ignoto”). Dal sito, invece, emerge chiaramente (per chi abbia la pazienza di leggere e di non affidarsi a sintesi storpiate e “titolistiche”) una situazione radicalmente diversa, compiutamente e dettagliatamente disciplinata. 

Come già accennato, la scrivente Società non si ritiene esente da critiche (molte delle quali per vero derivanti da una storia difficile, oggi radicalmente mutata). Né essa ritiene di non dover ricercare continui ed ulteriori miglioramenti (a presidio dei quali vi è oggi il profilo e l’impegno indiscutibile del Presidente Gino Paoli). La Società ritiene però che debbano essere rigettati con serena fermezza i puri pregiudizi (peggio se silentemente interessati) che siano ripetuti ossessivamente senza alcuna effettiva contestualizzazione ed in realtà rispondenti ad un disegno di gratuita e velenosa distorsione. 


Gaetano Blandini, Direttore Generale S.I.A.E.