E il terzo giorno il gruppo si riposò da tutte le scalate! Senza essere blasfemi, un applauso a tutti i corridori che hanno attraversato indenni i tre giorni di tappe di montagna proposte alla Vuelta. Tre frazioni con 10 Gpm e tutte con arrivo in salita non si vedevano da tempo nelle grandi corse a tappe, ma la Vuelta da qualche anno a questa parte, sembra riuscire a proporre con continuità percorsi tecnici e spettacolari che esaltano corridori e tifosi. A conferma di quanto detto, una classifica che lascia speranze anche a cinque corridori con percentuali diverse ma nelle condizioni di vincere la corsa o quantomeno di giocarsela nelle ultime 5 tappe.

Il cammino per Santiago de Compostela è meno duro di quello che è già alle spalle, ma sarà ancora terreno di conquista per Alberto Contador che potrà controllare con intelligenza la corsa, in buona condizione ma non eccelsa, esaltato dalla splendida vittoria de la Farrapona in maglia rossa. Froome è stato indecifrabile quanto altalenante ma sicuramente non è il fenomeno visto al Tour 2013. Le famose “frullate” ci sono state e hanno impressionato, forse è mancata quella continuità in salita che stroncava gli avversari e ha perso anche smalto a cronometro dove, normalmente, avrebbe dovuto guadagnare secondi su tutti gli spagnoli.

Valverde che prima dell’arrivo al Lagos de Somiedo si affidava al suo spunto finale per limare il gap dalla maglia rossa con gli abbuoni adesso dovrà difendere il podio da un Rodríguez che avrebbe già dovuto osare di più, non il migliore in salita e sempre battuto allo sprint da Valverde, non ha possibilità di scalare la classifica se non rischiando un attacco da lontano.

Fabio Aru è il nostro uomo e cadere in tentazione, lodandolo, è facile. Dopo l’uscita di scena di Quintana è l’unico under 25 a poter ambire al podio, questo, associato al successo di tappa già nel carniere sarebbe già un punto a favore del sardo dell’Astana che ha il futuro garantito. Per il presente sembra sia un gradino sotto nella forma rispetto a quello visto al Giro anche se il lotto degli sfidanti che lo precedono in classifica è di livello superiore. Misurarsi oggi con fuoriclasse del calibro di Contador e Froome non potrà che giovargli ma proprio perché, “non rischia nulla” una zampata per artigliare il podio deve sferrarla.

Contador ha tutti i numeri a disposizione per compiere un miracolo dopo la caduta che lo ha estromesso dal Tour e se domenica a Santiago de Compostela dovesse arrivarci con la sua terza maglia rossa, potrà anche pensare di pedalare ancora verso Finisterre e completare un pellegrinaggio da “fine del mondo”.