Il 10 settembre è il giorno scelto dalla Rete per protestare contro le minacce alla Net neutrality. Mozilla (Firefox), Foursquare, Reddit, Vimeo, insieme a Pornhub e Youporn hanno infatti deciso di indire una giornata di protesta Internet slowdown contro la possibilità che qualche operatore conceda maggiore velocità di trasmissione ai contenuti di società Internet in base a un accordo commerciale. Testi, immagini e video devono viaggiare alla stessa velocità e quindi la rete deve essere neutrale. E’ la richiesta dei siti che paventano un Internet a due velocità con i ricchi che fanno arrivare in fretta video e altro, e i poveri che vanno a rilento. Tutto questo potrebbe poi riversarsi sui costi per gli utenti finali con conseguenze anche sul fronte dell’innovazione per quanto riguarda ad esempio le startup in difficoltà a veicolare i loro servizi.

L’obiettivo è di coinvolgere il maggior numero di siti e app che dovranno mostrare banner o inviare notifiche ai loro utenti, mentre sui social network bisognerà cambiare la propria immagine con quella della campagna. La protesta arriva pochi giorni prima che la Federal communication commission americana chiuda il periodo di discussione relativo alle proposta avanzata dal presidente Tom Wheeler, secondo la quale in base ad accordi “commercialmente ragionevoli” sarebbe possibile fornire maggiore velocità ai contenuti di qualche operatore.

La proposta non nasce a caso. L’esplosione dei video e lo sviluppo del mobile, con i continui investimenti per lo sviluppo e il potenziamento della Rete non compensati da adeguamenti delle tariffe, hanno messo in seria difficoltà gli Internet service provider che hanno bisogno di trovare nuove fonti di ricavi. Se Netflix (rete tv via Internet) consuma il 30% della banda durante le ore di picco non sarebbe corretto che pagasse di più rispetto agli altri? Ma in questo caso non sarebbe giusto avesse qualche vantaggio? Sono domande alle quali ha già risposto Barack Obama secondo il quale “la posizione della mia amministrazione, così come penso quella di tante società, è che non si vuole iniziare a dare una differenza su quanto sia accessibile Internet a utenti diversi. Si vuole anzi lasciarla aperta in modo che il prossimo Google o Facebook possa avere successo”.

E Facebook, Amazon, Google con Youtube sono ovviamente d’accordo con il presidente anche perché sarebbero i primi a pagare. Non a caso i big, insielme a oltre cento società Internet, hanno inviato una lettera alla Fcc a favore della netutralità della rete. Della faccenda si discute anche in Europa (dove tra l’altro è in arrivo Netflix). La Ue rimane favorevole alla Net neutrality nonostante le recenti proteste di Voodafone secondo la quale le regole proposte sarebbero troppo restrittive. L’operatore sostiene che le proposte in discussione danneggerebbero la capacità di trasmettere video in modo continuo o creare nuovi servizi sponsorizzati.