Mentre in Galles è in corso il vertice Nato per dare un freno all’espansione del Cremlino nell’est Ucraina, Mosca e Kiev si affrontano anche su terreno dell’ironia. Così l’account Twitter ufficiale dell’ambasciata russa negli Emirati Arabi prende in giro le accuse Nato sull’incursione di mezzi militari di Mosca in Ucraina, postando una foto con tre colonne di tank e blindati giocattolo. Sotto la fotografia, una sarcastica frase in inglese: “Sono state diffuse le ultime prove Nato dell’invasione armata russa in Ucraina. Sembra che siano le più convincenti per ora”. 

Ma questo non è l’unico tentativo di Mosca di ridicolizzare “l’avversario” in mondovisione sui social. Su Facebook il ministero degli Esteri russo gioca a fare domande ai naviganti della rete per dare una lezione il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. “Quiz per gli amanti della storia: quale parte della Russia… è stata persa nel XIX secolo?”: è la domanda postata sul proprio profilo per bacchettare indirettamente Obama, che mercoledì 3 settembre aveva sostenuto che il coinvolgimento della Russia nella crisi ucraina è la prova di un ritorno “all’epoca degli zar”, ovvero il tentativo di “rivendicare terre perse nel XIX secolo”.

Peccato che le uniche terre che la Russia ha perso nell’Ottocento siano l’insediamento di Fort Ross sulla costa della California, venduto a un businessman Usa per 30 mila dollari, e l’Alaska, anch’essa ceduta al governo americano per 7,2 milioni di dollari: ma nessuno dei due possedimenti è ora rivendicato da Mosca. Tra le circa 300 risposte ricevute dal post del ministero degli Esteri russo, un utente propone ironicamente di raccogliere soldi per regalare un manuale di storia al presidente Usa, mentre altri ipotizzano che il capo della Casa Bianca può aver sbagliato secolo o tema una rivendicazione dell’Alaska da parte del Cremlino.

Sempre a colpi di ironia la risposta dell’Ucraina, dove manifestanti nazionalisti filo Kiev – che protestano contro “l’aggressione russa” nel paese – hanno inscenato a Kharkiv, nell’est, un falso funerale di Vladimir Putin: la parodia di un corteo funebre, con bandiere gialloblu, è arrivata fino al consolato russo, dove è stata aperta una bara per metterci dentro un pupazzo con le sembianze del presidente russo. “All’inferno, all’inferno”, gridavano i presenti.