Il consiglio d’amministrazione della Rai ha approvato la nomina di Carlo Paris alla direzione di RaiSport al posto di Mauro Mazza. Hanno votato contro i consiglieri in quota centrodestra Antonio Verro e Guglielmo Rositani. Antonio Pilati (anch’esso indicato a suo tempo dal Pdl) si è astenuto, assente invece Rodolfo De Laurentiis che fu nominato in quota Udc. Finora Paris lavorava come caporedattore: ha battuto la concorrenza di Enrico Varriale.

Il nuovo direttore ha lavorato in molte trasmissioni sul calcio, curandone anche il coordinamento, e per anni ha ricoperto il ruolo di inviato da bordocampo per le partite della Nazionale azzurra.  Per la Domenica Sportiva svolge le interviste dagli spogliatoi in occasione degli anticipi o posticipi serali della Serie A. Abruzzese, all’inizio della carriera ha lavorato per Repubblica e poi al Tg3, conducendo anche l’edizione “Tg3 Roma-New York”. È stato tra gli inviati per la Coppa America di vela dalla Nuova Zelanda tra il 1999 e il 2000, oltre a varie edizioni dei Giochi Olimpici e degli Europei e Mondiali di Calcio. Da ottobre 2011 ha condotto 5′ di recupero ogni domenica sera dopo il Tg1. 

Mazza, già direttore del Tg2 e di Rai1, aveva minacciato già ieri, in caso di rimozione, un nuovo ricorso contro l’azienda di viale Mazzini. “E’ evidente – ha scritto in una lettera indirizzata al consiglio – che, qualora il Consiglio dovesse decidere la mia rimozione, peraltro in assenza di contestuali proposte di incarico equivalente, non potrò che ricorrere nuovamente alla magistratura del lavoro onde ottenere il ripristino della mia posizione professionale. Mi vedrei costretto, con dolore, ad intraprendere ogni consequenziale azione risarcitoria, perché la seconda (e già annunciata) destituzione professionale nell’ambito degli ultimi venti mesi non fa che ledere in maniera pesante e forse irreversibile la mia persona e la mia immagine professionale”.

Mazza, rispondendo alle accuse mosse dal vertice aziendale, sostiene che “nel 2013-14, i risultati d’ascolto e i riscontri di gradimento sono stati molto positivi” e che “i rapporti direzione-redazione sono dialettici ma positivi e propositivi”. Il dirigente stigmatizza quindi il comportamento di Paola Ferrari, pur senza citarla, per “l’indecorosa litania di tweet aggressivi e insultanti verso colleghi o verso l’azienda”, senza che “finora risulti alcuna legittima e per me doverosa reazione aziendale”. Sul “venir meno del rapporto fiduciario” con il direttore generale Luigi Gubitosi, Mazza fa quindi riferimento ad una “fitta corrispondenza, nel luglio scorso, seguita alla mia decisione di avvicendare alcuni conduttori di programmi di RaiSport”, ricordando che il dg in alcune mail, inviate anche per conoscenza al cdr di RaiSport, “prendeva pubblicamente le distanze dalla mia decisione”.

Per la seconda volta nella sua gestione, dunque, Gubitosi decide di cambiare la collocazione di Mazza: nel dicembre 2012 fu Giancarlo Leone a prendere il suo posto alla guida di Rai1, dove Mazza era arrivato nel 2009 dopo sette anni di guida del Tg2. Una sostituzione, quella di un anno e mezzo fa, che aveva provocato una battaglia legale, con ricorsi e controricorsi, ancora non conclusa. 

I redattori di RaiSport sono per il momento alla finestra: alcuni hanno chiesto senza successo di anticipare a oggi, 4 settembre, l’assemblea di redazione convocata già in precedenza per lunedì prossimo. Protestano, invece, diversi esponenti politici, soprattutto del centrodestra, area alla quale è considerato vicino Mazza (ha cominciato al Secolo d’Italia). “Continuano epurazioni immotivate in Rai – afferma Maurizio Gasparri – La decisione ignora la realtà e alimenterà contenziosi costosi e perdenti per la Rai. Rai Sport ha appena registrato ascolti record per i mondiali di calcio”. Sulla stessa linea Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “Il timore – afferma – è che ci possa essere un assalto alla diligenza anzi dirigenza della Rai dei renziani vecchi, nuovi e convertiti. Affronteremo l’argomento in Vigilanza”. Parla di decisione “grave e immotivata” il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Intervengono anche Michele Anzaldi (Pd) e Bruno Molea (Sc). “La notizia del probabile cambio al vertice di Raisport – avevano affermato – rischia di essere l’ennesimo autogol della Rai”.