Il 14 novembre Carlo De Benedetti festeggerà i suoi primi ottant’anni. Davanti alla torta brinderà agli ultimi successi. La holding di famiglia è riuscita a scongiurare il tracollo di Sorgenia grazie all’ennesimo paracadute ottenuto a forza dalle banche e, poco dopo, lui stesso ha contribuito anche a far rinascere il salotto finanziario torinese degli amici commercialisti Segre. Tra un affare e l’altro ha pure venduto a Chanel seicento metri quadri nella parigina Avenue Montaigne per 140 milioni di euro. Del resto, la nuova vie en rose di De Benedetti passa proprio dalla Francia dove negli anni Ottanta “Carlò” venne accolto come uno dei capofila dei nuovi capitani d’industria.

A Parigi il fondatore di Cir e del gruppo Espresso ha ancora molti amici. Come Michel Cicurel, ex presidente di Banca Rothschild che negli ultimi giorni ha dato vita a una boutique di investitori multimilionari. La Maison, questo il nome della holding lussemburghese, sarà diretta da Marc Lévy, direttore generale di Banca Leonardo in Francia ed ex direttore generale del gruppo finanziario La Compagnie Financière Edmond de Rothschild Banque. Per l’investimento si parla di circa 100 milioni di euro. Tra i co-investitori figura anche l’amico Carlo de Benedetti che di Rothschild è del resto consigliere di sorveglianza. Come primo investimento, la Maison acquisterà una partecipazione “molto significativa” in Banca Leonardo-Francia, di cui lo stesso Cicurel è presidente, per poi creare una joint venture con il gruppo Banca Leonardo di Milano guidato da Gerardo Braggiotti. 

De Benedetti è dunque entrato in questo club esclusivo al fianco di altri co-investitori di tutto rispetto della finanza francese e mondiale: da Michel David Weill, ex presidente della banca Lazard Frères e attualmente direttore del gruppo Danone, a Serge Dassault, il quarto uomo più ricco del mondo, oltre che Paris Mouratoglou, fondatore di Edf Energie Nouvelles. Un “divertissement” per l’Ingegnere che, passate le ferie, tornerà comunque a occuparsi dei suoi affari in Italia. Sta infatti prendendo forma il piano industriale della nuova Banca Intermobiliare (Bim) che dovrebbe essere ultimato tra la fine di settembre e l’inizio di novembre dopo che una cordata di investitori capitanata dall’attuale vice presidente e azionista di Bim, Pietro D’Aguì, si è aggiudicata la boutique finanziaria torinese controllata da Veneto Banca.

A fianco di D’Aguì sono scesi in campo alcuni nomi noti del salotto finanziario torinese tra cui Luca di Montezemolo oltre appunto a De Benedetti e alla famiglia torinese di agenti di cambio Segre  – che nel 2010 aveva clamorosamente abbandonato l’istituto sotto il peso dei guai generati dagli affari con Danilo Coppola -, da sempre commercialisti di fiducia dell’Ingegnere che si è impegnato con il 2% attraverso la finanziaria Romed domiciliata a Torino, in via Valeggio 41, lo stesso indirizzo dello studio dei Segre. Nella sua cassaforte De Benedetti non ha mai voluto far entrare i tre figli ai quali ha invece donato tutte le quote dell’accomandita Carlo De Benedetti & Figli che sta sopra alle quotate di famiglia. Un anno fa ha però nominato un amministratore delegato, Roberto Tronci (italiano che lavora in Svizzera dove ha incrociato l’Ingegnere in alcuni investimenti), le cui deleghe gli consentono – si legge nei verbali depositati alla Camera di Commercio – di “svolgere e effettuare operazioni in cambi e commodities sul conto della società intestato presso Banca Intermobiliare, o su conti di altri intermediari presso cui Romed abbia aperto una propria posizione”.

di Ambra Lorenzetti