“Il nostro obiettivo è distruggere Isis“. Di fronte alle ultime minacce che arrivano dallo Stato Islamico, Barack Obama non arretra di un passo e non cambia la propria strategia politica. “Non ci faremo intimidire” e “faremo giustizia”, ha detto il presidente degli Stati Uniti in una conferenza stampa congiunta con il presidente estone Toomas Hendrik Ilves, oggi a Talinn, in cui il capo della Casa Bianca ha definito la decapitazione del giornalista americano Steven Sotloff da parte dei jihadisti dell’Isis “un orribile atto di violenza”. Dopo avere ricordato “l’agonia” della famiglia del giornalista giustiziato, Obama ha assicurato: “Il nostro obiettivo è quello di smantellare lo Stato islamico in modo che non sia una minaccia per l’Iraq, per il Medioriente e per gli Stati Uniti“.

Obama: “Partnership con la Nato contro Isis e terroristi”
“Uno dei nostri obiettivi è portare la Nato a lavorare insieme a noi per creare una partnership sul piano regionale, che possa combattere non soltanto l’Isis”, ma anche le altre organizzazioni terroristiche. Il problema dei jihadisti dello Stato islamico, è tornato a ribadire, è un problema che non potrà essere risolto in tempi rapidi. In merito al sostegno internazionale all’Iraq e in particolare all’aiuto fornito ai peshmerga curdi, il presidente Usa ha detto: “dobbiamo essere più sistematici e più concentrati sul modo in cui lo stiamo facendo”. Di certo, ha spiegato il capo della Casa Bianca, gli Stati Uniti vogliono incrementare la loro presenza in Europa. “Voglio annunciare una nuova iniziativa per aumentare la nostra presenza in Europa – ha detto Obama – lavorerò con il Congresso su questo piano. Posso dire che includerà la presenza di altri aerei e che la regione verrà usata per organizzare esercitazioni militari. Crediamo che l’Estonia sia il posto ideale perché vogliamo anche aprire una base per la marina”, ha aggiunto Obama.

Casa Bianca: “Altri 350 soldati Usa in Iraq”
Da Washington, intanto, l’amministrazione Usa conferma: il video della decapitazione di Sotloff è autentico. L’autenticità del filmato è stata confermata dall’intelligence Usa, ha fatto sapere in una nota Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca.  Obama ha anche autorizzato il dispiegamento di altro personale militare per garantire la sicurezza dei diplomatici a Baghdad. A riferirlo è stato il portavoce del dipartimento della Difesa John Kirby, spiegando che gli Stati Uniti hanno deciso di dispiegare altri 400 militari in Iraq, 350 dei quali rafforzeranno la sicurezza nella sede diplomatica. Una cinquantina di soldati che al momento si trovano nella capitale irachena, ha precisato Kirby, verranno invece trasferiti in altri Paesi della regione. I 350 uomini porteranno quindi a 1.700 il numero dei militari in campo per la protezione dei diplomatici americani e le loro strutture a Baghdad e Erbil. Ieri Kirby aveva precisato che le operazioni aeree in Iraq sarebbero continuate per sostenere le forze irachene e curde nella lotta contro lo Stato islamico, fornire assistenza umanitaria ai civili e proteggere personale e strutture degli Stati Uniti. Ricordando che il dipartimento della Difesa sta monitorando la situazione ad Amerli, Kirby ha aggiunto che ulteriori missioni rimangono una possibilità. “Uno dei nostri fondamentali obiettivi militari in Iraq – ha detto – è quello di unirci con i partner internazionali per affrontare crisi umanitarie”.

Cameron: “Non cederemo mai al terrorismo”
Dopo aver ucciso James Foley e Steven Sotloff, ora i miliziani del Califfato Islamico minacciano di uccidere un ostaggio britannico, David Cawthorne Haines. Da Londra arrivano le prime risposte della politica. “Non cederemo mai al terrorismo”, ha detto il premier britannico David Cameron nel corso del Question Time alla Camera dei Comuni. La strategia britannica contro lo Stato islamico, con l’ipotesi di raid aerei contro le basi del gruppo, non cambia. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond, parlando dopo la riunione del comitato di sicurezza Cobra a Londra. “Questo non cambia la nostra pianificazione strategica – ha detto – Se noi riteniamo che raid aerei possano essere utili, li condurremo certamente. Valutiamo ogni possibile opzione per proteggere la vita del cittadino inglese”. Hammond ha poi rivelato che il governo ha tentato un’operazione per il recupero di David Haines, ma che l’azione è fallita. Tentativo che dovrebbe essere stato lo stesso condotto a luglio dalle forze speciali americane, per recuperare anche James Foley. “Eravamo a conoscenza di questo ostaggio da tempo – ha ammesso Hammond, parlando con i giornalisti dopo una riunione d’emergenza del comitato Cobra sulla sicurezza – ma abbiamo a che fare con lo Stato islamico, sulla base della più ampia minaccia che pongono all’opinione pubblica britannica, così come agli individui”.