Dalla Palestina all’Ucraina, passando per Israele e la Russia. Gli scrittori dei paesi “in guerra” animeranno alcuni fra i 239 eventi in programma al Festivaletteratura di quest’anno, la cui diciottesima edizione si terrà dal 3 al 7 settembre a Mantova (www.festivaletteratura.it). Ma ci sarà spazio anche per temi che ci riguardano molto da vicino, come quello dell’immigrazione e delle migliaia di sbarchi di migranti fra Lampedusa e Pozzallo, anche in questi giorni.

Iniziamo proprio da qui. Oltre centomila sbarchi, migliaia di morti (quasi 300 solo nell’ultima settimana). Un bollettino di guerra, quello che quotidianamente arriva da Lampedusa, isola siciliana avamposto europeo della disperazione destinata ad accogliere migliaia di profughi in fuga da guerre e carestie. Con il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini, giovedì 4 settembre alle 15.30 nell’Aula Magna dell’Università si parlerà del dramma dei migranti che lei e i suoi concittadini vivono, da vicino, ogni giorno. Migranti che arrivano sempre più numerosi anche dalla Palestina. Terra in guerra, da sempre. “Dopo anni in cui abbiamo ospitato scrittori israeliani – spiega Luca Nicolini, presidente del Comitato Organizzatore del Festivaletteratura – quest’inverno, in fase di elaborazione del programma, abbiamo pensato di dare più spazio ad autori ed intellettuali palestinesi”.

Il tema è drammaticamente di attualità, la guerra nella Striscia di Gaza sta facendo molte vittime civili, quasi duemila; tanti sono i bambini, almeno un quarto. Suad Amiry, architetto e scrittrice palestinese invitata al Festival di quest’anno (interverrà domenica 7 settembre alle ore 16.45 al Teatro Ariston), recentemente ha lanciato un duro attacco contro la politica del premier israeliano Netanyahu e, soprattutto contro l’operazione “Margine protettivo“. Donna abituata a mediare, a non utilizzare parole a sproposito, ha parlato di “crimini” e di “guerra contro i bambini”. L’altro autore palestinese invitato è il poeta Mourid Barghouti che sabato 6 settembre, alle 21.15 al Conservatorio Campiani, omaggerà Mahmoud Darwish, scomparso nel 2008, considerato il cantore del mondo palestinese.

Dalla crisi in medioriente a quella dell’Ucraina. A parlarne, l’autore ucraino Andrei Kurkov (giovedì 4 settembre, ore 14.30 Palazzo Ducale). Nel suo ultimo libro “Diari ucraini”, in uscita proprio a settembre, lo scrittore racconta le giornate di Kiev. Dal 21 novembre 2013 alla fine di aprile di quest’anno, Kurkov è andato ogni giorno a piazza Majdan, fulcro delle proteste dalle quali si è scatenata la crisi e la guerra civile che, tuttora, contrappone esercito ucraino e filorussi. Parlando con le persone scese in strada, Kurkov ha delineato lo sviluppo della crisi e ha osservato le trasformazioni quotidiane della piazza di Kiev.

Sul “fronte” russo, particolarmente interessante si preannuncia la partecipazione (venerdì 5 settembre, ore 18.30, Tempio di San Sebastiano) di Vladimir Sorokin. Autore de “La coda” e del recente, “Le giornate di Opriĉnik”, è considerato uno dei più grandi autori russi contemporanei, nonché esponente del concettualismo russo. Capace, come pochi, di raccontare nei suoi libri le contraddizioni del suo paese, Sorokin è particolarmente ostile alla leadership di Putin. Unica israeliana al Festival, la giovane autrice Miki Ben-Cnaan (domenica 7 settembre, ore 10, chiesa di Santa Barbara). Scenografa, pittrice e costumista per il teatro, è nota, in Italia, per il libro “Il grande circo delle idee”. Deve il proprio successo letterario a Internet, dove ha iniziato a pubblicare i propri lavori.

E di Internet, nuove tecnologie, nuovi media si parlerà in tre incontri curati dal filosofo e saggista Roberto Casati. Giocando sulle tre parole chiave della Rivoluzione Francese (Liberté, Egalité e Fraternité), Casati cercherà di capire se quella di Internet è una vera rivoluzione digitale. E ne parlerà con Antonio Casilli (professore associato d Digital Humanities al Paris Institute of Tecnology), Juan Carlos De Martin (cofondatore del Centro Nexa su Internet e società) e Marina Petrillo (giornalista, blogger e direttrice di Radio Popolare).

Fra gli autori “big” c’è attesa per Michael Cunnigham (domenica 7 settembre, ore 18.30, piazza Castello), il Premio Pulitzer per la narrativa del 2009, Elizabeth Strout (sabato 6 settembre, ore 21.15, Palazzo di San Sebastiano), Stefano Benni (5 settembre, ore 18.30 piazza Castello), Sebastiano Vassalli (7 settembre, ore 14.30 S. Barbara), Claudio Magris (7 settembre, ore 11.30 piazza Castello) e Jonathan Gottschall (5 settembre, ore 15 S. Barbara).

Ma il festival, oltre che della letteratura, è il trionfo del volontariato, su cui si regge la manifestazione. “Anche quest’anno – spiega Alessandro Della Casa, responsabile dei volontari per l’organizzazione – abbiamo ricevuto quasi mille domande di persone desiderose di fare i volontari al Festival. Ma possiamo accettarne settecento, per non intasare una macchina che funziona bene per le dimensioni attuali della rassegna”. Le magliette blu – così sono chiamati i volontari del Festival, per la divisa che li contraddistingue – arrivano da tutta Italia e da tutto il mondo: Spagna, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Guatemala. Tanto per citare alcuni paesi rappresentati quest’anno.