Non si fermano le esecuzioni dell’Isis e dei gruppi affiliati. Fonti di sicurezza in Egitto riferiscono che nelle ultime 48 ore sono stati trovati i corpi decapitati di 4 persone nel Sinai. Sono passati ormai due anni dall’inizio dell’operazione condotta dalle forze militari del Cairo nella penisola per neutralizzare gli attacchi dei combattenti islamisti, che ha fatto registrare circa 500 morti tra militari terroristi e civili. Notizie di nuove uccisioni arrivano dalla stampa yemenita, che denuncia lo sgozzamento di tre persone da parte dei jihadisti del ramo Qaedista saudita. Le vittime erano accusate di essere spie degli Stati Uniti. Intanto i rappresentanti dei 47 stati membri del Consiglio per i diritti Umani dell’Onu si sono riuniti oggi a Ginevra in un vertice straordinario, per valutare la richiesta delle autorità irachene di dare vita a una missione di emergenza per indagare sulle “atrocità” commesse dall’Isis. 

Uccisioni a sangue freddo in Yemen e in Egitto
Dopo che la scorsa settimana il gruppo jihadista filo al Qaida Ansar beit al Maqdis ha diffuso un video che mostrava la decapitazione di quattro uomini, considerati spie del Mossad, fonti egiziane riportano il ritrovamento di altri 4 corpi decapitati nel Sinai. A due anni dall’inizio dell’Operazione Sinai dei militari egiziani, nell’agosto del 2012, i morti sono oltre 500. “Almeno 300 tra i terroristi, 150 tra agenti e militari e circa 50 civili”, stima l-esercito del Cairo. Una vera e propria escalation si registra dopo la destituzione di Mohamed Morsi, lo scorso anno. Negli ultimi 12 mesi si contano la maggior parte delle vittime. Durante gli ultimi scontri nel fine settimana è rimasto ucciso anche Ansar beit al Maqdis, il sospettato numero uno per il rapimento di sette soldati egiziani ad Arish nel 2013. Nel frattempo Al-Qaeda continua a diffondere il terrore: il ramo saudita-yemenita, Aqap, ha pubblicato le foto raccapriccianti di tre uomini sgozzati, accusati di essere spie americane e aver dato informazioni utili per i bersagli dei droni statunitensi. Lo riferisce la stampa yemenita.

Onu: “Da Isis atrocità disumane e crimini di guerra”
Sotto richiesta delle autorità irachene, a Ginevra il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha deciso l’invio di una missione d’emergenza in Iraq per indagare sulle “atrocità” commesse dallo Stato Islamico. “Potrebbero essere considerati crimini di guerra e crimini contro l’umanità”, denuncia il vice commissario all’Onu per i diritti umani Flavia PansieriSono almeno 1.420 le persone che hanno perso la vita ad agosto per l’avanzata dell’Isis nel nord e nell’ovest in Iraq. Lo rende noto la missione delle stesse Nazioni Unite specificando che almeno 1.370 persone sono state ferite nello stesso periodo. Il vertice straordinario discuterà anche la stesura di una bozza di risoluzione per condannare ”nel modo più forte possibile le violazioni sistematiche e gli abusi dei diritti umani e le violazioni della legge umanitaria internazionale derivanti da atti terroristici commessi dallo Stato islamico e da gruppi affiliati”. Tra le atrocità commesse dall’Isis e dagli altri gruppi vengono citati “omicidi, attacchi deliberato contro civili, conversioni forzate, persecuzioni mirate di individui in base alla loro fede o credo e atti di violenza contro membri di minoranze etniche e religiose”.