C’e un Borgo in pieno centro a Torino a due passi dalla Prefettura e dal Comune, attiguo al Teatro Regio ed Auditorium della Rai, di rara bellezza ma inarrestabile degrado, anzi in lenta e dolorosa consunzione. Dopo anni di abbandono di latitanza delle Istituzioni di ambigue dismissioni, permute cartolarizzazioni, due notti fa si è consumato l’ultimo oltraggio: un incendio quasi certamente doloso ne ha parzialmente distrutto il fronte ovest su via Rossini. Questo Borgo è conosciuto come la Cavallerizza Reale, complesso di servizi e di varie destinazioni d’uso (uffici di governo, zecca di Stato, scuola militare e maneggio e scuderie) evocativo dei fasti e delle ambizioni della Corte Sabauda che attraverso percorsi coperti poteva raggiungere il vicino Palazzo Reale.

Costruito tra il 1670 ed il 1830 per opera degli architetti reali Amedeo di Castellamonte, Juvarra, Alfieri e Mosca, rappresenta un organismo unico nella schematica urbanistica sabauda ,quasi stravagante ed a tratti intrigante nella sua configurazione articolata di edifici obliqui a ferro di cavallo, cortiletti nascosti, edifici ottagonali, finestre curvilinee pregevoli e curiose opere da fabbro e falegname. Ai primi del 900 si insediarono tribunale militare, uffici statali, Polizia di Stato e molte residenze, mentre alla fine del 2007 dopo il trasferimento di alcune di queste funzioni il Comune di Torino iniziò gradualmente l’acquisizione dal Demanio militare e civile per poi tentare la cartolarizzazione, ma come sovente succede il progressivo abbandono di alcune funzioni anche se non prettamente idonee e compatibili ne decretò il lento declino. Soprattutto perché in mancanza di un disegno organico ed una visione complessiva sulla destinazione d’uso al fine della salvaguardia e valorizzazione totale dell’intero borgo, si è optato per interventi auto promossi da vari Enti.

La singolarità di questo Borgo, oltre alla già citata estrosa bellezza, è determinata dalla sua posizione: si trova al centro del Polo della Cultura torinese essendo confinante con il Teatro Regio e l’Auditorum Rai, prospiciente poi il Teatro Gobetti a pochi passi dal Teatro Carignano e dal Museo del Cinema. Proposi pertanto al Comune di farlo assurgerle a Polo Musicale, tenuto conto che l’attiguità con i due Templi della Musica (3100 posti) non dotati però di quell’insieme di servizi tali da rendere questi Teatri attrattivi per il sempre crescente numero di fruitori del turismo musicale poco conosciuto e coltivato da noi pur essendo la Patria del Melodramma. Un altro fattore non trascurabile è la vicinanza con l’imbocco delle Autostrade ToMi e ToPc e To Frejus (a 5/6 km)la Stazione di P.Nuova a 800 mt e l’Aeroporto di Caselle a meno di 15 km. Cito sempre come casi di successo Pesaro con il Rossini Opera Festival o ancor meglio Salzburg dove per tutto l’arco dell’anno il Turismo Musicale inteso nel suo insieme di Eventi ed opportunità determina dei benefici diretti e indotti per il commercio di ogni settore.

A questo punto occorre però fare una seria considerazione su quanto gli opposti estremismi in tema di tutela e valorizzazione giochino un ruolo deterrente ad ogni Progetto innovativo e scevro padrinati politico/lobbisti. Da una parte Enti ed istituzioni che frettolosamente si liberano di edifici problematici (secondo loro) per assegnarli ai professionisti delle palazzine, dall’altra parte mistici perseguitori del solo intervento pubblico come risolutore della Cultura demonizzando a priori senza se e senza ma il privato. Ci può invece, anzi ci deve essere il privato nella Cultura che investe in modo consapevole e guidato dal pubblico e questo potrebbe essere un caso vincente se consideriamo che due alti elementi attrattivi e di riconoscibilità del nostro Paese sono il Borgo e la Musica, oltre tutto ciò che ruota intorno a questi: moda, cibo, sponsor ed investitori in questi settori.

Un segmento non ancora coltivato e conosciuto da noi, che secondo i dati Unioncamere 2011, evidenziava quale l’unico in progressiva crescita e tale anche da far affermare ad un operatore specializzato in viaggi per Melomani, Andrea Cortellazzi, “che il cliente medio di ottimo profilo culturale è un big spender, fascia media/altissima destagionalizzato amante della discussione e convivialità legati all’esperienza musicale, oltre che portato ad essere fidelizzato e trovarsi appagato in una community”. Non trascurabile infine per la tutela è che il profilo di questo fruitore di Turismo chiamati da un altro operatore del settore i “globetrotter con lo smoking” sono appassionati anche di architettura e tutto ciò che è legato alla bellezza ed alla cultura del territorio disposti non solo a goderne in modo attivo e partecipativo ma di offrire un contributo per la valorizzazione a beneficio di tutti.