Rimini Nord, ore 3.45. E’ sabato notte e la zona del lungomare è deserta. In strada solo un gruppo di ragazzi. Sono cinque o sei, vanno e vengono con uno scooter di piccola cilindrata. Barcollano e urlano. “Quanto sei fatto?” grida uno. Sono fuori controllo: litigano tra loro per motivi incomprensibili, si aggrediscono e lanciano i caschi dei motorini ovunque, contro le saracinesche dei negozi e contro i muri. Sfiorano le auto parcheggiate. Sono giovanissimi e per calmarli, dopo mezz’ora, interviene una pattuglia della polizia, che porta via uno di loro. Sono scene ordinarie nell’estate della Romagna, dove nei fine settimana scorrono fiumi di alcol (LEGGI). Anche tra i gruppi di liceali: nonostante i divieti, per i minorenni trovare vodka, vino e birra non è così difficile. Spesso fanno spesa al supermercato o nei minimarket, dove riempiono i bauletti dei motorini. “Rispetto al passato il fenomeno è in aumento” spiega la direttrice del Sert di Rimini, Daniela Casalboni. “Nel 2013, il 10% dei ragazzi dagli 11 ai 15 anni ha avuto un fenomeno di binge drinking (abbuffata alcolica), mentre tra i 16 e i 24 anni la percentuale si alza al 20%. E spesso ai drink si uniscono le droghe. Un poliabuso che aumenta notevolmente la pericolosità”  di Giulia Zaccariello