Ammetto di avere un debole per la generazione di registi texani nato negli anni ’90. A parte Wes Anderson, i cui film possono essere riconosciuti dopo la visione di un singolo frame, altri registi provenienti dallo Stato più a sud dell’America hanno invece avuto la caratteristica di riuscire a dirigere titoli completamente differenti, anno dopo anno, spaziando tra gli stili e i generi (con il rischio per alcuni film di trovare grosse difficoltà distributive nel nostro Paese). Parlo di Richard Linklater, ad esempio, oppure di Robert Rodriguez. O ancora di David Gordon Green, che in questi giorni sta presentando alla Mostra di Venezia il suo ultimo titolo, Manglehorn, con Al Pacino e Holly Hunter. Il film disperso di oggi è proprio scritto e diretto da Green, si intitola Prince Avalanche ed è il remake di un altro inedito in Italia, l’islandese Á annan veg (Either Way), che però da noi vinse nel 2011 il Torino Film Festival.

Il registaDavid Gordon Green è americano, cresciuto in Texas, e ha 39 anni. Ha esordito come regista giovanissimo, nel 2000, con George Washington, e i suoi primi film erano per lo più drammi ambientati negli stati americani del sud (tra cui ricordiamo Undertow, prodotto dall’altro texano Terrence Malick). Ha poi diretto alcune produzioni comiche, come Strafumati, Sua maestà e Lo spaventapassere, per poi tornare a produzioni più drammatiche, come Prince Avalanche e gli ultimi due film presentati a Venezia, Joe nel 2013 e Manglehorn nel 2014.

Gli interpreti: A parte altri due piccoli ruoli, ci sono sostanzialmente solo due personaggi nel film, e sono interpretati da Emile Hirsch (Into the Wild, Killer Joe) e Paul Rudd (Questi sono i 40, I Love You Man).

La trama: Nel 1988 un incendio devasta una grossa area del Texas. Alvin e Lance vengono chiamati a ristabilire la segnaletica di una solitaria strada di quella zona. I due sono completamente diversi l’uno dall’altro, e Lance è il fratello minore della ragazza di Alvin. In un modo o nell’altro, dovranno convivere per questo lavoro, e tra di loro finirà per nascere una sorta di strana amicizia.

Il commento: Un road-movie a passo d’uomo. Questo è Prince Avalanche, il lento percorso di due persone agli antipodi lungo una sperduta strada texana, attorniata solo da case incenerite e alberi spogli. Due persone che si conoscono appena, e non si apprezzano affatto. Due persone, a loro modo, solitarie, e forse ancora più sole nei momenti in cui sono in compagnia l’una dell’altra. Ma la loro è un’opera di ricostruzione. Della strada, che lentamente percorrono disegnando linee tratteggiate, e della propria vita, che bruscamente interrompono per iniziare questo percorso. David Gordon Green, dopo una serie di film improntati sulla demenzialità, torna a raccontare il profondo sud degli Stati Uniti con un film che fa dei paesaggi e dei silenzi i personaggi comprimari dei due protagonisti, senza però perdere una certa vena comica. Merito anche dei due bravissimi attori, con un Emile Hirsch sempre più in versione giovane Jack Black e Paul Rudd finalmente alla prova con un testo che supera le banali commedie romantiche in cui spesso è impiegato. Senza dimenticare l’avvolgente colonna sonora, che il compositore preferito da Green, David Wingo, ha scritto insieme agli Explosions in the Sky.

La critica: Un film per niente convenzionale e, in fondo, molto dolce, che è un vero e proprio piacere audiovisivo. Dennis Harvey, Variety

La citazione: There’s a difference between being lonely and being alone

I premi vinti: Il film è stato presentato al festival di Berlino, dove ha vinto l’Orso d’argento per la miglior regia. Ha poi partecipato a numerosi altri festival, tra cui il Sitges e South by Southwest, portandosi a casa il premio per la miglior produzione al New Hampshire Film Festival.

L’homevideo: Il blu-ray è molto ricco di contenuti speciali. Si va dal commento al film fatto dal regista e dalla crew a una scena eliminata, una featurette sugli incendi avvenuti nella zona delle riprese e a una serie di interviste agli attori e al regista. Sono disponibili sul web i sottotitoli in italiano.

Il trailer