A settembre si svolgeranno le elezioni per il nuovo rettore della Sapienza, la più grande università italiana.

Il rettore Luigi Frati, uno degli accademici più noti e discussi del paese, andrà in pensione, e sei candidati si contendono la successione. Secondo la ricostruzione di Corrado Zunino su la Repubblica, però, almeno tre degli aspiranti rettori garantiscono una certa continuità con il passato.

Tiziana Catarci, ingegnere informatico, ordinaria di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni, negli ultimi quattro anni è stata prorettore per le infrastrutture e le tecnologie della Sapienza ed è indicata da Zunino come “la vera candidata del rettore uscente”.  È presidente di Infosapienza, il centro responsabile dei servizi informatici dell’ateneo (il cui sito risulta, emblematicamente, ancora in costruzione), che ha esternalizzato buona parte dei servizi a beneficio di imprese private e che gestirà, tra le altre cose, il voto elettronico per l’elezione del nuovo rettore.

Eugenio Gaudio, medico e preside della Facoltà di Farmacia e Medicina, fu chiamato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 2000 proprio da Frati, preside della stessa facoltà per venti anni consecutivi fino al 2010. Dal 2000 al 2010 Gaudio ha affiancato il rettore uscente nel governo della facoltà in qualità di vicepreside. In campagna elettorale ha promesso la promozione a tutti gli abilitati (promessa con le gambe corte per via della mancanza di risorse), suscitando una gustosa presa in giro da parte di anonimi studenti.

Poi un altro medico, Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia e presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) dal 2007, noto alle cronache anche per i dubbi sollevati da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera sul concorso da ricercatore vinto dalla figlia a soli 25 anni, “appena laureata e senza dottorato”, presso l’Università degli Studi Europea di Roma, un piccolo ateneo fondato dalla Congregazione dei Legionari di Cristo. Dubbi cui Lenzi rispose in questa breve intervista di Flavia Amabile su La Stampa.
 
È probabile dunque che l’anti-Frati debba essere cercato negli altri tre candidati. Giancarlo Ruocco anzitutto, ordinario di Fisica e prorettore alla ricerca, il più critico nei confronti del rettore uscente. Ruocco è il candidato che più di ogni altro insiste sul bisogno di promuovere trasparenza e merito nell’ateneo. Non è un caso, visto il suo profilo scientifico di eccellenza fatto di numerose collaborazioni internazionali, pubblicazioni su riviste come Science e Nature, attività di ricerca svolta nei grandi laboratori europei e partecipazione ai consigli scientifici di tali laboratori, tra cui lo European Synchrotron Radiation Facility. Un alieno rispetto agli intrighi romani, che però conosce bene l’ateneo grazie al suo ruolo di Direttore del Dipartimento di Fisica, punta di diamante della Sapienza, dal 2007 al 2013, e di Coordinatore del Center for Nano Life Science dell’Istituto Italiano di Tecnologie presso lo stesso ateneo.

Gli altri due outsider sono Renato Masiani, ordinario di Scienza delle Costruzioni e preside della Facoltà di Architettura, e Roberto Nicolai, ordinario di Letteratura Greca e preside della Facoltà di Scienze Umanistiche dal 2010 al 2013. Entrambi sono critici della gestione del rettore uscente, pur essendo stati entrambi coinvolti nell’attuale sistema di governance. Masiani ha proposto di tenere aperte le aule universitarie anche la sera, come avviene in tutti i paesi del mondo, e insieme a Ruocco è il candidato che ha enfatizzato di più il bisogno di trasparenza.

Le cronache suggeriscono che sia proprio Ruocco l’anti-Frati. Il percorso elettorale del fisico, infatti, è stato ostacolato con modi non proprio ortodossi, che hanno generato una catena di eventi conclusasi con la denuncia dello stesso Frati da parte della Questura di Roma per abuso d’ufficio, resistenza a pubblico ufficiale e calunnia.

L’8 luglio scorso, un cittadino romeno è stato fermato dalla polizia mentre distribuiva nell’ateneo un volantino anonimo dai contenuti violentemente diffamatori nei confronti di Ruocco. Secondo quanto riportato ieri da la Repubblica e stamattina da Il Corriere della Sera, il romeno, condotto nel commissariato della città universitaria, avrebbe affermato di essere stato incaricato del volantinaggio da parte di un ignoto signore in giacca e cravatta in cambio di una manciata di euro.

Finché, secondo la cronaca di Corrado Zunino: “Il rettore ha cercato di portare via dagli uffici del commissariato” il romeno, “afferrandolo per un braccio” e confrontandosi non proprio amichevolmente con gli agenti che tentavano di fermarlo. La storia si conclude, per ora, con la denuncia penale nei confronti del Magnifico, che ha dato alla stampa il pretesto per gettare nuovo fango sull’ateneo (se ne sentiva il bisogno, in effetti).

Non è chiaro perché il Rettore sia stato disposto a beccarsi una denuncia per ottenere la liberazione del giovane romeno. Sembra evidente, invece, che alcuni abbiano interesse a osteggiare la candidatura di Ruocco con ogni mezzo, anche ai confini della legalità e anche a costo di dare nuovi colpi alla reputazione dell’ateneo.

Speriamo siano gli ultimi. L’università, soprattutto la mia università, la Sapienza, ha bisogno non solo di risorse finanziarie, ma anche di recuperare la credibilità e la considerazione che le spettano nel dibattito pubblico. Per questo, oltre al nostro lavoro quotidiano di ricerca, didattica e divulgazione, dobbiamo impegnarci tutti per la trasparenza e la reputazione dell’ateneo. A cominciare dalle prossime elezioni rettorali: oggi più che mai c’è bisogno di discontinuità.