E’ allarme in Islanda per l’eruzione del vulcano Bardarbunga. Della possibilità di una ripresa dell’attività del vulcano islandese se ne parla ormai da diversi giorni e le attese sono state confermate intorno alla mezzanotte di ieri, quando è iniziata un’eruzione. Il livello di allerta è il più alto di quelli previsti dalla protezione civile dell’isola che per alcune ore ha anche disposto delle limitazioni dello spazio aereo vietando il sorvolo intorno al vulcano per un raggio di 18,5 chilometri e per 1,5 chilometri di altitudine, anche se tutti gli aeroporti del paese sono sempre rimasti aperti in quanto non sono segnalate emissioni di cenere. Le restrizioni sono state revocate dopo che le autorità hanno effettuato un volo di sorveglianza sopra l’area per monitorare l’eruzione. L’evento si è rivelato più limitato di quanto temuto e al momento nulla lascia presagire un evento maggiore. L’eruzione non riguarda al momento il grande vulcano ma una fessura lunga un chilometro che ha provocato una fuoriuscita di lava.


Bardarbunga fa parte di un sistema vulcanico dell’Islanda centrale, nascosto sotto la calotta del ghiacciaio Vatnajokull, scosso nelle scorse settimane da centinaia di piccoli terremoti, fino a domenica, quando sono state registrate due scosse di magnitudo 5.3 e 5.1. L’eruzione, secondo l’ufficio meteorologico di Reykjavik, è avvenuta sulla distesa lavica di Holuhraun, a nord del ghiacciaio Dyngjujökul.
Nel 2010 l’eruzione di un altro vulcano islandese, l’Eyjafjallajokul, aveva provocato il caos nel traffico aereo internazionale per una settimana, con la cancellazione di oltre 100mila voli. Allora lo spazio aereo europeo era stato chiuso per cinque giorni per timore che le ceneri vulcaniche potessero danneggiare i motori degli aerei.