A 10 anni dal suo assassinio sarebbe civile e doveroso che la sua città d’adozione, Milano, dedicasse una via, una piazza, un giardino a Enzo Baldoni, uomo libero e curioso che non sopportava gli integralisti di qualsiasi natura e colore. L’appello è stato lanciato, tramite il Fatto, da Loris Mazzetti, giornalista, autore, storico braccio destro di Enzo Biagi, uno che non ha mai disertato quando bisognava contrastare bavagli, censure, editti bulgari.

Alla sua voce si sono aggiunte quelle di Samuele Bersani, Bice Biagi, di Ottavia Piccolo, di Enzo Nucci, di Claudio Rossoni, e dei tanti che lo hanno conosciuto e stimato come autore, fotografo, fumettista, cronista da terre lontane.
Tutti insieme chiedono al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, di trovare il modo di ricordare Enzo anche legando il suo nome ad una via, ad una piazza, ad un parco giochi, ad una scuola, ad una istituzione pubblica.

Sarebbe un modo civile per ricordare chi è morto per aver cercato di illuminare le oscurità di una guerra sbagliata nel metodo e nel merito e per rendere omaggio a chi ha davvero onorato l’articolo 21 della Costituzione, a differenza di chi invece non ha mai perso occasione per disprezzarlo e diffamarlo, da vivo e da morto.

Per queste ragioni non solo, come Articolo 21, abbiamo deciso di lanciare questa petizione, pubblicata dalla piattaforma Change.org, ma ci permettiamo anche di chiedere a ciascuno di voi di farla girare, di sostenerla, sino a quando la città di Milano (e siamo sicuri che lo farà), non l’avrà raccolta ed accolta in modo formale.