Si firmano “i dipendenti onesti” e con una lettera al quotidiano “La Provincia” chiedono il licenziamento di una collega. L’accusa? La donna ha chiesto un permesso retribuito (previsto dalla legge 104 in caso di disabilità gravi proprie o della famiglia) ed è andata ad una gara di ballo a Rimini. E’ la denuncia dei lavoratori della Fondazione Benefattori Cremaschi che gestisce a Crema la casa di riposo per anziani. L’episodio risalirebbe a poche settimane fa e, dicono gli impiegati, ci sarebbero anche immagini a documentare la performance sulla riviera romagnola.

Prudenti i sindacati, che però prendono ugualmente posizione. Monica Vangi, funzione pubblica Cgil (settore sanità), mette le mani avanti: “Se venisse confermato, si tratterebbe di un episodio gravissimo”. E aggiunge: “La legge 104 è una conquista sindacale che non può essere rimessa in discussione da casi isolati. Tra l’altro è una possibilità, l’accesso ai permessi retribuiti, vitale per tantissimi lavoratori. Chiedo quindi anche io, anche se la donna non fa parte del nostro sindacato (è iscritta, infatti, alle rappresentanze di base, ndr), puntuali verifiche oltre che controlli più intensi”. I dirigenti della Cgil avranno un incontro con la direzione dell’azienda cremasca, della quale è stato recentemente nominato il nuovo consiglio di amministrazione. “In quell’occasione conosceremo il nuovo cda”, commenta Vangi, “ma non escludo si possa parlare anche di questo episodio e approfondire la vicenda della dipendente ‘infedele’”. Interpellato, Pier Giuseppe Bettenzoli, del sindacato di base, non è di molte parole, ma dopo aver precisato che “vanno ancora fatte le verifiche del caso” aggiunge: “Io, comunque, la difenderò”.

Secondo alcune indiscrezioni, la dipendente era tenuta sotto controllo da diverso tempo: alla direzione della Fbc, che per ora preferisce non commentare la vicenda, erano arrivate segnalazione su un uso disinvolto dei benefici della 104, tali da giustificare l’intensificarsi dei controlli. Sulla questione va giù duro anche Mauro Tresoldi (Cisl): “Fatto gravissimo e immorale, se confermato. Parole che direi, tali e quali, se fosse un nostro iscritto. Sarebbe già grave se un dipendente a casa per infortunio facesse altro, figuriamoci se il permesso deriva dalla legge 104. Di questo passo non vorrei tuttavia si arrivasse ad una stretta sui permessi retribuiti così da penalizzare anche chi ne ha davvero bisogno”.