“Io con la mafia non ho mai avuto nulla a che fare”. L’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo sceglie la sala conferenze di un hotel di Catania per commentare la pubblicazione delle motivazioni della sentenza che gli ha inflitto la condanna, in primo grado a 6 anni e 8 mesi, per concorso esterno in associazione mafiosa. “Ho combattuto gli affari più sporchi – spiega – dai termovalorizzatori all’eolico, il tutto senza fare clamore”. L’ex leader autonomista si sofferma anche sull’incontro con l’editore del quotidiano ‘La Sicilia’, Mario Ciancio Sanfilippo (attualmente sotto indagine per mafia), avvenuto nel luglio 2008. “Si tratta di una intercettazione dove non c’è nulla, conosciuta da anni e spuntata solamente alla fine del processo”. In quell’incontro, secondo gli inquirenti, uno dei soci di Ciancio, l’ex europarlamentare Vincenzo Viola, avrebbe chiesto a Lombardo, lo sblocco dell’iter amministrativo per la realizzazione di un centro commerciale sui terreni dell’editore. Dopo la richiesta d’appello, Lombardo, racconta alle telecamere de ilfattoquotidiano.it: “Voglio recuperare la mia onorabilità, per la mia famiglia mia moglie, i miei figli e i quasi due milioni di siciliani che mi hanno votato”  di Saul Caia, Dario De Luca, Rosario Sardella