Continua la guerra di dichiarazione tra Kiev e i ribelli filorussi. Le autorità ucraine sostengono di aver sequestrato in Ucraina orientale due mezzi blindati dell’esercito russo appartenenti a una divisione di paracadutisti di stanza a Pskov. A darne notizia è il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino, Andrii Lisenko, citato dall’agenzia Interfax. Secondo Lisenko, all’interno di uno di questi mezzi blindati è stata trovata una borsa portadocumenti con “una patente di guida e altri fogli di carattere militare” da cui risulta che “gli equipaggi dei mezzi e gli stessi mezzi militari appartengono al reparto 74268 della prima compagnia paracadutisti della divisione di Pskov”. Tra gli oggetti ritrovati – sempre secondo Lisenko – ci sono anche dei documenti di un comandante di plotone russo, tale tenente Popov. I due mezzi blindati sarebbero stati sequestrati vicino Gheorghievka, nella regione di Lugansk, teatro di aspri combattimenti tra le truppe ucraine e i separatisti filorussi. Se la notizia diffusa dalle autorità di Kiev dovesse rispondere al vero si tratterebbe di una prova della presunta partecipazione di militari russi alla guerra in Ucraina al fianco dei miliziani separatisti. 

Mosca ha definito “falsa” la notizia. Lo fa sapere l’agenzia Itar-Tass. Il portavoce del ministero della Difesa russo, generale Igor Konashenkov, ha respinto con sarcasmo le accuse di Kiev sostenendo che si tratta di una “notizia falsa che testimonia le gravi difficoltà incontrate dalle truppe ucraine nella promozione del ‘piano di pace’ nel sud-est del Paese”. Konashenkov ha quindi continuato a ironizzare sul presunto sequestro di due blindati russi in territorio ucraino: “Un futuro fatto incontrovertibile – ha affermato – sarà il sequestro di un kalashnikov e di una bomba a mano F-1 nel corso di aspri combattimenti assieme a diari personali di soldati russi”. Il portavoce del ministero della Difesa russo ha quindi precisato che mezzi blindati Bmd-2 come quelli che il governo di Kiev sostiene di aver sequestrato sono in dotazione “in numero sufficiente” alla 25a brigata ucraina di Dnipropetrovsk, impegnata nella guerra a sud-est, e ha infine dichiarato che i presunti documenti militari russi che gli ucraini sostengono di aver trovato in uno dei mezzi militari riproducono “vecchi standard non in uso ormai da cinque anni”.

Sul terreno, intanto, si continua a combattere. I miliziani separatisti sostengono di aver abbattuto due elicotteri militari ucraini nella regione di Lugansk e di non avere informazioni sulla sorte degli equipaggi. Al momento non ci sono però conferme da parte ucraina né da altre fonti. E almeno due persone sono morte e molte altre sono rimaste ferite in un attacco di artiglieria in un sobborgo di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Lo ha fatto sapere l’ufficio del sindaco della città, controllata dai separatisti filorussi. Ieri più di 50 persone, tra cui civili e soldati, erano state uccise in bombardamenti e combattimenti nella regione di Donetsk.

Cinque soldati ucraini sono morti e 21 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore di combattimenti con separatisti filorussi nell’est, ha detto ancora Lysenko, aggiungendo che le truppe governative stanno ancora combattendo con i separatisti nella zona di Ilovaysk, vicino a Donetsk, anche se la città è controllata dall’esercito. Pesanti scontri sono in corso anche a Luhansk, una roccaforte dei separatisti a 20 chilometri dal confine russo. La città è assediata dalle forze governative da 19 giorni e vi mancano l’acqua corrente e l’elettricità. Quattro persone, poi, sono morte in seguito ad un colpo di artiglieria caduto su una colonia penale vicino a Makiivka, nella regione di Donetsk. Due colpi di proiettile hanno causato anche 8 feriti. Il servizio penitenziario non precisa chi avrebbe sparato. Makiivka, 12 km a est di Donetsk, al momento è in mano delle milizie ribelli filorusse.