A Ferragosto mi aspettavo che il governo Renzi decidesse sulla banda larga e ultralarga, dopo la delusione del “decreto attuativo” che avrebbe dovuto introdurre snellimenti burocratici per gli scavi favorendone la diffusione. Rimaniamo, invece, il penultimo paese in Europa per la velocità della banda e solo poco più del 50% delle famiglie hanno la possibilità di accedere a Internet. Le lobby finanziarie sono più forti del bisogno di creare posti di lavoro per i giovani. È la conferma che in estate tutto rallenta, all’infuori delle promesse. In tv è calma piatta, in onda le repliche delle repliche, si raschia il fondo del barile delle teche, anche se i fatti da approfondire non mancano e il periodo andrebbe usato per sperimentare nuovi programmi per l’autunno (Millennium su Rai 3 è solo una mosca bianca), il calo della pubblicità, i budget sempre più risicati, l’obbligo dei lavoratori di smaltire le ferie, lo vietano e così gli studi tv si trasformano in vecchi magazzini.

Domenica scorsa a Speciale Tg1 vi è stata un’eccezione: Ruanda fuga nel futuro, autore il corrispondente da Nairobi Enzo Nucci, un’ottima inchiesta che ha fatto onore al servizio pubblico. Nucci, a basso costo produttivo, ha raccontato cosa sta accadendo in Ruanda tra gli Hutu e i Tutsi a vent’anni dal genocidio di oltre un milione di civili. Un paese dimenticato che dal 2000 è in mano al presidente Kagame che lo ha trasformato in un regime, dove, nonostante tutto, i giovani si stanno inventando un futuro. In giro per il mondo ci sono giornalisti Rai capaci, con grande esperienza, ma non sempre il loro lavoro è valorizzato adeguatamente.

Un esempio: come mai all’importante manifestazione di Tel Aviv (16 agosto) non è stato dedicato alcun approfondimento? Mentre i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi non portano a nulla e la momentanea tregua è sempre più a rischio (sono 1.800 i palestinesi uccisi e 67 gli israeliani di cui 64 soldati), alcune migliaia di cittadini hanno protestato contro le bombe su Gaza. Nel suo intervento lo scrittore David Grossman (nella guerra Piombo fuso ha perso un figlio), ha detto: “In Israele non potremo mai respirare profondamente sapendo che a Gaza le persone vivono sotto shock continuo. Siamo i loro vicini, lo saremo per sempre, dobbiamo convivere”. Il giornale israeliano Haaretz ha denunciato che Netanyahu sta negando l’ingresso a Gaza ad Amnesty International e a Human rights watch. Queste notizie non meriterebbero la nostra attenzione?

Dal Fatto Quotidiano del 20 agosto 2014