Roma non avrà più la sua orchestra sinfonica. La Fondazione Roma (che finanzia la Arts Academy, titolare del marchio della filarmonica) aveva dato delle rassicurazioni, comunicando ai musicisti che se si fossero organizzati con un nuovo assetto e un nuovo progetto l’orchestra avrebbe potuto continuare a suonare. Ma la fondazione stessa sembra essersi rimangiata la parola decidendo di ignorare il lavoro dei professori che, come richiesto circa tre mesi fa dai finanziatori, hanno indossato le vesti da manager costituendo una cooperativa, redigendo un business plan e avviando accordi istituzionali.

A nulla sono valsi quindi gli sforzi dei musicisti che, dopo essere stati informati dalla Fondazione che era stata avviata la procedura di licenziamento collettivo, si sono subito prodigati per una soluzione alternativa in grado di mantenere viva l’orchestra riconosciuta dalla critica internazionale come una formazione di grande prestigio, forti appunto anche delle garanzie da parte della Fondazione Roma. “Abbiamo immediatamente contattato la Fondazione Roma – spiega Giorgio Bottiglioni, rappresentante sindacale della Cgil, violista – che ci aveva rassicurati lasciando intendere la possibilità di recuperare la situazione creando una cooperativa di lavoratori gestita da un nuovo management. La Cgil ci ha messo in contatto con Legacoop che ci ha spiegato l’iter per costituire il consorzio, aiutandoci a compilare lo statuto e il regolamento. Con l’aiuto di un’esperta nell’ambito della progettazione europea poi – prosegue – abbiamo stilato un programma artistico e definito un business plan. Abbiamo composto la struttura organizzativa, il personale e le linee guida a livello sia manageriale sia artistico”.

I musicisti inoltre hanno intessuto anche numerosi accordi per l’attività sia didattica sia filantropica. “Dopo una serie di colloqui – sottolinea Bottiglioni – abbiamo trovato un direttore con il quale abbiamo iniziato a delineare nuovi percorsi artistici e identificare nuovi settori. L’attività didattica sarebbe stata garantita da un accordo stretto con il ministero dell’Istruzione che si era detto favorevole nel riconoscere in noi uno strumento per portare la musica negli istituti scolastici tramite lezioni-concerto, seminari e spettacoli. L’attività filantropica sarebbe stata garantita invece dall’Istituto Don Guanella, con il quale abbiamo collaborato negli ultimi mesi di attività dell’orchestra, lavorando a stretto contatto con il laboratorio di musicoterapia realizzando uno spettacolo insieme ai pazienti della struttura. Abbiamo inoltre concluso un accordo con il direttore della Asl Rm e per attività con i centri diurni e gli ospedali. Per quanto riguarda la logistica ci siamo mossi chiedendo aiuto e sostegno agli enti territoriali: i municipi XI, XII, XIII e XIV si erano espressi favorevolmente e avevano avviato la stesura di protocolli d’intesa per offrirci locali e spazi dove esibirci. Si stavano inoltre attivando per la ricerca di un luogo idoneo e a basso prezzo da utilizzare come sala prove. Ma a quanto pare – conclude il violista – alla Fondazione Roma tutto questo non è bastato, o meglio, hanno solamente letto un riassunto del nostro progetto senza attendere la presentazione del testo completo prima di chiudere qualsiasi comunicazione. Ed ora siamo in mezzo a una strada noi e le nostre famiglie”. Muore così un’eccellenza culturale e musicale riconosciuta anche all’estero, con le lettere di licenziamento che, ironia della sorte, sono arrivate proprio mentre Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, si stava attivando per trovare anche dei locali idonei per le prove e le esibizioni dell’orchestra.