Dopo la riunione di Bruxelles in cui l’Unione Europea avrebbe dovuto decidere sull’invio di armi ai curdi per la guerra contro l’Isis, il ministro degli Esteri Federica Mogherini, mentre tutti i colleghi dell’Unione Europea prendevano posizione (per il sì come la Francia o per il no come la Svezia), aveva chiarito: “Per l’Italia deciderà il Parlamento”. Ebbene, in realtà il Parlamento potrebbe non decidere. Nel giorno in cui Matteo Renzi volerà a Baghdad, a Montecitorio si riuniranno in seduta straordinaria le commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato per decidere misure di sostegno alla resistenza curda e l’eventuale invio di armi. Bisognerà vedere chi è presente e chi no, viste le dichiarazioni di “disimpegno” degli ultimi giorni, tuttavia non è detto che i commissari esprimeranno un voto. Poco prima della seduta, attorno alle 12, i quattro presidenti (Pier Ferdinando Casini, Nicola Latorre, Elio Vito e Fabrizio Cicchitto) si riuniranno nella stanza del deputato del Nuovo Centrodestra per decidere modalità e tempi. Decisiva appare la posizione dei 5 Stelle: se presentassero, come hanno annunciato, una risoluzione chiedendo un voto parlamentare, a quel punto è molto probabile che la maggioranza si trovi costretta ad avanzarne una opposta. I parlamentari se i grillini sembrano convinti e compatti, il blog di Beppe Grillo apre uno spiraglio all’ipotesi di invio di armi. Armare i curdi? “Se ne può discutere, ma entrando nel merito”, scrive infatti sul blog il giurista Aldo Giannuli. Nel post il docente difende il deputato grillino Alessandro Di Battista, nei giorni scorsi finito nelle polemiche per la sua posizione sull’Isis, ma apre uno spiraglio all’invio di armi ai curdi, un’opzione finora contrastata con durezza dagli esponenti dal M5S. Carlo Sibilia insiste e assicura che di inviare armi, per i 5 Stelle, non se ne parla. I grillini tra l’altro non sono soli. Anche Sel, per voce del coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, si dice contrario: “Armare i curdi significa delegare a loro quello che dovrebbe essere fatto da una forza internazionale a guida Onu”.

Di sicuro fuori da Montecitorio ci sarà la manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia “contro il massacro dei cristiani e di altre minoranze religiose in Iraq”. La presidente Giorgia Meloni invita ” tutti a indossare un fazzoletto bianco al polso o al collo o un bracciale bianco, a inondare il web e i social network con immagini di fazzoletti bianchi, a cambiare le immagini dei nostri profili social adottando il simbolo della N araba con la quale i fanatici di Isis hanno marchiato le case dei cristiani di Mosul e a lanciare su twitter l’hashtag #siamotuttiN”.