Una nuova campagna contro un artista dissidente, dopo quella che nel marzo del 2012 portò all’arresto delle Pussy Riot. Dal partito maggioritario di Russia Unita allo scrittore Eduard Limonov, i nazionalisti russi hanno lanciato compatti una campagna contro il musicista Andrei Makarevich che la scorsa settimana ha accettato l’invito di una associazione di Kiev per esibirsi in favore dei bambini sfollati a Svyatogorsk, nella regione di Donetsk. “Andrei Makarevich ha iniziato da tempo a stare dalla parte dei fascisti. Ha fatto la sua scelta quando si era già schierato una prima volta con i nemici della Russia”, ha denunciato il deputato di Russia unita Yevgheny Fyodorov in una intervista al quotidiano filo governativo Izvestia in cui chiede che vengano ritirate le onorificenze conferite al cantante, fra cui l’ordine al merito per la patria. L’estensore della legge contro la propaganda gay a San Pietroburgo Vitaly Milonov, ha chiesto inoltre il bando dei suoi concerti in Russia.

Il direttore della rivista Zavtra (domani), l’ultra nazionalista della prima ora Aleksandr Prokhanov, ha bollato Makarevich, leader del gruppo dei Mashina Vremina (macchina del tempo) come “traditore della nazione” mentre lo scrittore Eduard Limonov, sempre sull’Izvestia, ha firmato un commento in cui spiega “le ragioni per cui è necessario punire Makarevich”. Il cantante Iossef Kobzon, anche lui medaglia al merito per la patria, ha detto, in una intervista alla Komsomolskaya Pravda: “non ci rimane che sentirlo cantare di fronte a Kolomoisky (l’oligarca governatore della regione di Dnipopetrovsk accusato di aver finanziato i battaglioni di volontari contro i separatisti, ndr). Va bene aver le proprie opinioni, ma la democrazia non ci consente di tradire il nostro paese”.

“Sono andato nell’est dell’Ucraina prima di tutto perché mi hanno invitato, poi perché cantare per gli sfollati, chiunque siano e ovunque si trovino, è una cosa buona, e infine, andare a vedere con i propri occhi è l’unico modo di capire cosa stia davvero accadendo quando eventi drammatici sono seguiti dai mass media in modo non credibile“, ha spiegato Makarevich in una intervista a Radio Europa libera. Nei giorni dell’invasione mascherata della Crimea, Makarevich si era già espresso contro le politiche di Mosca in Ucraina.