La costruzione di centinaia di nuovi appartamenti è quello che i cittadini di San Giovanni in Marignano, piccola città nella provincia di Rimini, potrebbero vedere approvare oggi (19 agosto) dal loro consiglio comunale. Un piano particolareggiato, il cosiddetto “Compartone”, che prevede su una superficie territoriale complessiva di quasi 120 mila metri quadrati, la realizzazione di 333 unità immobiliari fra alloggi privati ed edilizia residenziale pubblica, suddivisi in fabbricati di diversa tipologia. Un progetto da capogiro, per di più da realizzare nel pieno centro urbano dove ci sono già numerose case sfitte o invendute, per una cittadina che conta appena 9mila abitanti.

Questa sera dovrebbe essere approvato il primo stralcio del piano particolareggiato che prevede la costruzione di 113 unità immobiliari, delle 333 unità totali. La votazione doveva avvenire nello scorso consiglio comunale dell’11 agosto, ma è stata rinviata per dei malumori di qualche componente della maggioranza di governo. La lista civica di centro sinistra, che amministra la città, ha motivato il rinvio spiegando che alcuni consiglieri comunali preferivano approfondire meglio l’argomento prima di votarlo. Un approfondimento che è durato poco, visto che è stato deciso di riconvocare il consiglio comunale appena 8 giorni dopo, e sempre vicino Ferragosto. Il problema principale dell’operazione è che l’attuale proprietà dei terreni, la società “Nuova San Giovanni S.r.l.” è in liquidazione volontaria e si evince chiaramente dai bilanci e documenti che il livello di indebitamento contratto con banche, privati, fornitori ed enti pubblici ammonta a circa 24 milioni di euro e che quindi difficilmente potrà essere la stessa società a realizzare l’intervento. I dati sono al 31 dicembre 2012.

“E’ impensabile che un Comune si metta a fare da agenzia immobiliare, valorizzando un terreno a una società che, visto il livello di indebitamento, non potrà mai costruire – denunciano dal Movimento 5 Stelle di San Giovanni in Marignano – E’ una società che non è nemmeno in grado di stipulare le necessarie fidejussioni a garanzia delle opere pubbliche che, come risulta dallo schema di convenzione allegato alla delibera, sono di 6 milioni e 225 mila euro. Quindi l’approvazione del Piano Particolareggiato è propedeutico esclusivamente ad una cessione certa a terzi.”

Un’ipotesi da parte del Movimento 5 stelle valorizzata da un documento riservato, di uno studio commerciale, pubblicato su Facebook. Un “Pactum de non Petendo” fra la società Nuova San Giovanni S.r.l. e le banche creditrici dove queste ultime si impegnano a non esigere il pagamento dei propri crediti e la maturazione degli interessi per il periodo decorrente dal 1 luglio 2014 al 31 gennaio 2015. Non solo. Nella prima parte nel documento, lo studio commerciale, incaricato dalla società Nuova San Giovanni S.r.l. a trovare la migliore soluzione per il riequilibrio della propria posizione economica-finanziaria e patrimoniale, dice chiaramente che “dalle verifiche preliminari compiute appare evidente che qualunque percorso verrà individuato, sul tecnico e legale, il relativo buon fine dipenderà dalla concreta possibilità di dismissione dell’asset principale facente parte del patrimonio della Nuova San Giovanni S.r.l”.

In poche parole vendere il terreno. Ma prima di venderlo, è fondamentale che venga approvato il piano particolareggiato, altrimenti il valore commerciale sarà nettamente inferiore. Ma chi fa parte della società Nuova San Giovanni S.r.l? La prima società che balza subito all’occhio è “Adria Investimenti S.r.l.”, considerata la società veicolo della Cna (Confederazione nazionale artigiani) di Rimini. Cna è già nota nel riminese per essere stata all’interno anche di “Aeradria”, la società che gestiva l’aeroporto, e che poco tempo fa è fallita. E pare che a tenere le fila di tutta l’operazione “Compartone” di San Giovanni in Marignano ci sia proprio lei. Non a caso la sede legale della Nuova San Giovanni S.r.l sia proprio allo stesso indirizzo della Cna di Rimini, e l’indirizzo Pec della società abbia la dicitura “@cert.cna.it”. Come del resto la stessa Adria Investimenti.

Ma le particolarità non finiscono qui. Fra le società che fanno parte di Adria Investimenti, che a sua volta fa parte della “Nuova San Giovanni S.r.l.”, proprietaria del terreno che attende l’approvazione del piano particolareggiato, c’è la “Ventil System S.r.l.” il cui presidente del consiglio di amministrazione è Corrado Palmetti: segretario del Pd di San Giovanni in Marignano. Segretario del partito di governo della città. “Il mio coinvolgimento da imprenditore nella vicenda è quasi inesistente – dice in sua difesa il segretario locale dei democratici – le quote della mia società in Adria investimenti S.r.l sono bassissime e la società è pure in liquidazione. Sono coinvolto soltanto da semplice cittadino. L’operazione ‘Compartone’ è una mossa lungimirante per il futuro della nostra città. Siamo costretti ad approvare il piano particolareggiato sotto ferragosto perché ci sono delle scadenze da rispettare.”

Da anni la Cna di Rimini è visto come il punto nevralgico del sistema economico-finanziario della provincia. E diversi politici locali, del centrosinistra, sono stati dipendenti o soci, e alcuni lo sono tutt’ora, della confederazione degli artigiani. Dall’ex assessore provinciale al turismo Fabio Galli, al figlio dell’ex sindaco di Riccione Massimo Pironi. Dal segretario provinciale Pd Juri Magrini, all’ex assessore di Rimini Samuele Zerbini.

“Non capiamo tutta questa fretta di approvare questo piano particolareggiato avendo a disposizione tempo fino alla metà di ottobre – affermano dal Movimento 5 Stelle di San Giovanni in Marignano – c’è qualcosa di poco chiaro in tutta l’operazione. Speriamo che venga molta gente in consiglio comunale e che l’attenzione sia alta. Noi ci opporremo in tutti i modi a questo contesto e in questa situazione, visto anche il credito, oltre 500.000 euro, che l’amministrazione vanta nei confronti della Nuova San Giovanni S.r.l., e che non sarà possibile recuperare approvando il Piano Particolareggiato. La soluzione migliore per la collettività sarebbe quella di rispettare l’accordo di pianificazione tra l’ Amministrazione e la Provincia di Rimini sottoscritto nel 2009, nel quale si impegnava a ridurre il carico e l’impatto urbanistico, ma soprattutto di recepire all’interno del PSC in fase di approvazione la previsione del Compartone. Non capiamo come un normale consigliere comunale della maggioranza possa rischiare di passare il resto della vita a pagare o farsi richiedere rate dalla Corte dei Conti”.