Queridos amigos,

me perdonarán fin da subito il mio italiano sconnesso, ma ho voluto scrivere nella vostra lingua perché così mi posso sentire ancora più vicino a vosotros. Per noi poeti la lingua è importante. Ho seguito via Facebook y Twitter su triste situación y he avuto mucha paura ayer che las cosas terminaran mal cuando è arrivato l’avvertimento in stile film “Il Padrino” che è consistito en el taglio de la luz. Questo avvenimento mi ha fatto stare per una delle pochissime volte de acuerdo con Carlos Ramirez Wiedermann que – come todos sanno – oltre che aviatore è anche poeta, y per questo tenemos ancora relaciones, nonostante sia de ideas politicas y social completamente opuestas a las mia. Voi sapete que oltre essere poeta ho esercitato la profesión de avvocato per un periodo poco feliz de mi vida – cuando ero anche sposato (esposas in italiano significa “manette”) – y no pienso come dice Carlos – que es algido y total – che si abbisogna di un articulo apposta para declarar la incompatibilità con la comuna de Roma y su Teatros, pienso que già il vostro bellissimo statuto y el codígo politico impediscano qualsiasi relación con instituciones o organizaciones que utilizan la fuerza y el ricatto nelle loro relazioni ovvero sia que exercen qualsiasi forma de potere en manera violenta. O, in altre paroles, que siano autoritarias y non autorevoles. Dall’altra parte però può essere una forma di follia o anche di poesia dare fiducia a coloro che ti fanno fa avvertimenti a lo estilo del “Padrino” – que qui da noi si chiamano chantajes – e ti pongono quelli che in entrambe le nostre lingue si chiamano ultimatum.

Mi piange il cuore saber che il Valle così come lo ho conosciuto non esisterà più. Stasera ci siamo visti come tutte le sere con Ulises y Arturo a la Encrucijada e abbiamo parlato practicamente solo de Valle e no de poesia, alcool y donne (y hombres porque Ulises es un poco marica, ah ah) come facciamo siempre. Recordamos quando siamo stati allí con il movimento poetico invitados per i giorni de la poesia che il Teatro Valle aveva organizato insieme a la Academia de Francia de Villa Medici. E’ stato dos años y mezzo fa, en un Enero con Roma coperta de nieve, y quei giorni ci hanno cambiato la vida e – debbo dire – anche il modo de escribir poesia. Quella libertà di stare tutto il tempo che si vuole a studiare, lavorare, senza funzionari, orari e quel decidere todos insieme. Appena tornato en México Ulises ha scritto una poesia, paragonando le vostre assembleas e il fatto di decidere tutti insieme a qualcosa che inizialmente sembra una mierda (Mierda mi sembra si chiami la poesia) ma poi se ci butti un seme dentro germoglia qualcosa di bellissimo que mai te saresti imaginado.

Se volete venirvi a riposare o se dovete fuggire perché los policias vi vengono ad arrestare, recorden que “mi casa es su casa”. Tengo una fattoria muy grande en México y sería bello fare un piccolo Valle de Poetas y artistas en el campo. 
Ve racconto anche otra cosa que può far salire il vostro humor. 
Con Ulises y Roberto, preoccupati de vuestro futuro abbiamo pensato intensamente a voi e poi, lanciando alternativamente una moneta per uno, abbiamo fatto per voi un oracolo de I-Ching e indovina cosa è salito? Uno dei miei hexagramas preferito, el numero 56 El Viajero:“Il viaggiatore non ha un indirizzo fisso, il percorso è la sua casa. Deve essere sempre attento ad essere internamente equo e fermo, e fermarsi solamente nei punti giusti e trattare solo con persone buone. Poi raggiunge la fortuna e può continuare la sua strada indisturbato”. 
E ho capito che il vostro posto è ovunque con la vostra Fundación que ormai – como si vede dalllo esplendido murales en el foyer del Valle – tiene più relazioni de qualsiasi istituzione culturale italiana. No dovete stare en la palude cultural de Roma dove sembra que no esistano personas buenas.

Y in più quel teatro de Sietecento es como gabbia dorada, algo que pian piano ve va a transformar. En pochi anni inizierete a parlare de gran teatro, de teatro burgues, de specchio de la sociedad perdendo tutta la visceralidad.
Megio così , libre de verdad, senza nessun peso a rallentare el viaje. 
Perdonate ancora il mio italiano y mi inocencia – que forse es privilegio de mi realvisceralimo. 
Un gran Abrazo y Suerte a todos

Juan Garcia Madero con Ulises Lima y Arturo Belano
México D.F., 12 de Agosto de 2014