“Chi ha fatto prigioniere Vanessa e Greta dovrebbe ricordare cos’erano lì a fare. Volevano il bene e sarebbe un dramma se qualcuno le ripagasse con il male”. Salvatore Marzullo, papà di Vanessa, rapita in Siria intorno al 31 luglio con l’amica Greta Ramelli, in un’intervista al settimanale Oggi parla delle reazioni dell’opinione pubblica e di alcuni esponenti politici rispetto al sequestro delle due volontarie. “Vanessa e Greta non sono due ragazzine superficiali – ha detto – Mi ha fatto male in questi giorni leggere e ascoltare commenti di persone che le descrivono in questi termini”. Salvatore si è detto “ferito“, in particolare, dalle parole dell’assessore alla tutela ambientale del Comune di Varese Stefano Clerici (Pdl) che su facebook aveva accusato le due ragazze di essere “due sprovvedute” per le quali “non si deve pagare un riscatto a spese dei contribuenti”.

In un post pubblicato sabato 9 agosto sul social network, esponente della giunta varesina aveva scritto: “Da bambine è bene che non si giochi alle ‘piccole umanitarie’, ma con le barbie. Il riscatto? lo farei eventualmente pagare ai loro ancor più sprovveduti genitori”. Sempre su facebook, nel 2012 Clerici – che nella foto del profilo aveva la bandiera nazionale siriana – si era espresso a favore del dittatore Bashar al-Assad, postando una sua immagine con lo status “Tieni duro presidente”. “Ora mi chiedo – proseguiva commentando il rapimento delle due giovani – per le due sprovvedute (sarò diplomatico) partite per farsi i selfie tra i ribelli siriani è giusto che si mobiliti la diplomazia internazionale? Si, per carità. Ma che addirittura si ipotizzi il pagamento di un riscatto a spese nostre? Io lo farei eventualmente pagare ai loro ancor più sprovveduti genitori”.

Marzullo, nell’intervista al settimanale in uscita il 13 agosto, replica: “Vanessa è proprio il contrario. È una ragazza profonda che si immedesima nella sofferenza degli altri e non riesce a stare con le mani in mano”. Il padre della ragazza ha quindi confermato quanto aveva già detto a L’Eco di Bergamo: “Mia figlia è maggiorenne, una ragazza d’oro, brava e responsabile. Con lei – ha raccontato – ho cercato di ragionare, di convincerla in tutti i modi a non fare quello che aveva in mente. Ma quando ti rendi conto che tutti i tuoi discorsi, i tuoi ragionamenti e alla fine anche tutte le tue preghiere non vengono ascoltate cosa puoi fare? Non potevo impedirle di fare quello che voleva. Ho sbagliato? Dovevo legarla?“. La casa della famiglia Ramelli, a Gavirate, resta invece chiusa nel silenzio. Su quanto sta accadendo a Greta, 20 anni, rapita in Siria insieme a Vanessa, nessuna dichiarazione da parte di genitori e parenti. Nessun sviluppo, al momento, sulla pista del rapimento.