Call of Duty, nonostante i suoi undici anni di vita, rimane il fenomeno videoludico più importante dei nostri tempi. Advanced Warfare, il nuovo episodio della saga in uscita a novembre su Xbox One, Playstation 4 e PC, non solo vedrà la partecipazione di un gigante del cinema mondiale come Kevin Spacey ma, come primo capitolo pensato esclusivamente per le console di nuova generazione, dovrà dimostrare che la serie è ancora viva. Progetti come Titanfall, infatti, fanno una concorrenza sempre più spietata al re degli sparatutto online e il gioco a base di robottoni creato da Respawn Entertainment (studio fondato, non a caso, dai due ideatori della saga di Call of Duty, allontanatisi da Activision per divergenze creative) ha saputo rubare un bel po’ di appassionati alla corazzata made in California, soprattutto per quanto riguarda il remunerativo mondo del gaming multigiocatore. Si perché, oggi, il gioco online competitivo, in regioni del mondo come gli Stati Uniti o il Sud Est asiatico, sta assumento le dimensioni di un vero e proprio sport; un fenomeno di massa con tifosi, sponsor, team professionistici e milioni di giocatori amatoriali. Fino ad oggi Call of Duty è stata la “disciplina” più in voga, quella che garantisce premi maggiori, capace di fornire un’infrastruttura online e opzioni di gioco in grado di soddisfare le esigenze di chiunque, dall’appassionato della domenica al professionista capace di vincere migliaia di dollari in un singolo torneo.

Negli ultimi anni, però, la stella di Call of Duty si è appannata, la fine del ciclo di Xbox 360 e Playstation 3 ha portato a una certa stanchezza negli aggiornamenti, con il risultato che le ultime iterazioni del brand (su tutte l’ultimo capitolo, Ghosts) non hanno convinto i fan che, in massa, hanno deciso di sperimentare altre proposte. Activision ha però deciso di correre ai ripari e, con Advance Warfare, ha affidato lo sviluppo del gioco a Sledgehammer Games, un team relativamente giovane, capace di portare una certa freschezza in un prodotto ormai fin troppo strutturato. Il risultato è stato svelato  a Colonia, a pochissimi giorni dall’apertura della Gamescom, la principale fiera europea dedicata ai videogiochi che inizierà ufficialmente giovedì. Con un evento di presentazione decisamente pomposo, Activision ha svelato le sue carte, mostrando tutte le chicche del nuovo Call of Duty. La novità più interessante è sicuramente collegata alle tute robotiche che i nostri alter ego indosseranno nel corso del gioco; grazie a questi esoscheletri, infatti, potremo scivolare, correre e saltare per decine di metri, o addirittura da un piano all’altro degli edifici. L’obiettivo degli sviluppatori è di estendere le possibilità di gioco, passando dalla classica prospettiva orizzontale (i nemici provengono sempre dalla stessa direzione, ovvero da davanti a noi) a un sistema più complesso, dove il pericolo può nascondersi in cielo, sulle pareti o, addirittura sottoterra. Per rendere credibile questa nuova prospettiva, ovviamente, ci vogliono ambientazioni all’altezza e, anche qui, Advanced Warfare non si fa mancare nulla, andiamo da una prigione mediorientale in rivolta, a un laboratorio biochimico fino a una San Francisco sconvolta dalla guerra e da una terribile tempesta che, giusto per non rendere le cose troppo facili, sbatte continue onde anomale sulla città del Golden Gate.

Ovviamente le innovazioni non finiscono qui, Sledgehammer ha introdotto una serie di nuove opzioni avanzate che faranno la felicità dei giocatori più smaliziati, come le ricompense personalizzate ogni volta che viene sbloccato un obiettivo o la possibilità di registrare in tempo reale le proprie performance ludiche per poi condividerle sui social network. Call of Duty: Advanced Warfare, insomma, sembra aver tirato a lucido le armi pensati, consapevole che, questo inverno, la sfida per il dominio dei salotti sarà più dura del solito. Riuscirà il colosso di Activision a vincere ancora?

A cura di Nicolò Carboni

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