A suo modo era un artista, anche il suo talento era votato all’inganno. Una truffa così ben orchestrata da riuscire a confondere le idee a esperti e produttori per molti anni. Ma ora, la carriera di “falsario del vino” di Rudy Kurniawan si è interrotta con una condanna a 10 anni di carcere da parte di una Corte Federale americana. Per lui anche l’obbligo di pagare quasi 50 milioni di dollari tra risarcimenti e pene accessorie.

La storia di come quest’uomo di 37 anni di origine indonesiana abbia creato questo colossale inganno somiglia alla trama di un film. Di famiglia più che benestante, Rudy era giunto negli Stati Uniti nel 2001 con un semplice visto da studenti. Qui in breve tempo riuscì ad affermarsi come esperto e procacciatore di vino di altissimo livello, guadagnandosi la fiducia di collezionisti ed esperti mondiali. Il suo soprannome era “Dr. Conti”, perché tra le etichette che amava maggiormente commerciare c’erano quelle del Romanee-Conti.

Rudi si guadagnò anche la reputazione di degustatore capace e raffinato. Non c’era rarità enologica che non fosse in grado di scovare per soddisfare i suoi clienti: semplicemente perché quando tali bottiglie non esistevano era lui stesso a fabbricarle. Gli inquirenti hanno infatti trovato un laboratorio neanche troppo sofisticato con tutto l’occorrente per falsificare etichette, bottiglie, tappi e tutto ciò che rende riconoscibile un vino. Spesso il contenuto era di una qualità non particolarmente elevata ma cercava di rispettare il più possibile le caratteristiche del prodotto richiesto.

Un pericoloso equilibrismo tra menzogna e verità che non poteva che concludersi male. A tradire Kurniawan sarebbero stati principalmente due episodi: la messa all’asta di annate di Clos St Denis dal 1945 al 1959, quando tale vino fu prodotto solo a partire dal 1982, e la vendita di una bottiglia Lafite Rothschild del 1737, anno in cui tale produzione non esisteva. Ora Rudy avrà parecchio tempo per riflettere sulle sue azioni, anche se ancora non è ben chiaro per quale motivo si sia lanciato in questa impresa criminosa: di sicuro gli piaceva la bella vita, visto che tra il 2006 al 2011 pare abbia speso qualcosa come 16 milioni di dollari tra viaggi e vestiti.

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