“Ringrazio il premier Renzi per il rispetto che ha avuto verso l’autonomia associativa del nostro mondo”. Lo dice il presidente uscente della Figc, Giancarlo Abete, nel corso dell’assemblea elettiva della Federcalcio, riunita all’Hilton Airport di Fiumicino. Abete, non ha solo ripercorso i momenti belli e brutti della sua storia da presidente, dalla vittoria al Mondiale alle morti dei tifosi Sandri, Bagnaresi, Bortolon ed Esposito, ma ha anche lanciato un affondo. “Lascio con grande serenità – dice – per quello che ho fatto e per come l’ho fatto. Da gennaio 2015 mi prendo qualche mese di riflessione, farò anche io l’opinionista. In tanti mi dicono ‘sei troppo signore, sei troppo buono, non ti vendichi‘. Forse hanno ragione, cercherò di non cambiare: non ne vale assolutamente la pena. Siamo tutti inadeguati, ma si facesse un bell‘esame di coscienza chi definisce gli altri inadeguati”, dice infervorandosi. “Coloro che tifano per il commissario – sottolinea – significa che hanno scarsa dimestichezza con l’associazionismo e con il consenso dal basso. Una cosa è l’associazionismo – conclude – un’altra sono le società di capitali. Si candidino e verifichino il consenso del mondo del calcio, quella è la cosa migliore” dice prima di ricevere l’abbraccio di Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini, i candidati alla presidenza  di Mauro Episcopo